Amianto, assolti 11 ex dirigenti Pirelli Corte Appello ribalta sentenza primo grado

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Nove ex dirigenti della Pirelli sono stati assolti in appello, a Milano, dalle accuse di omicidio colposo. Lo ha deciso la Corte d'Appello che ha ribaltato la sentenza di primo grado quando furono condannati in 11.

Sul banco degli imputati erano finiti, tra gli altri, gli ex amministratori delegati Ludovico Grandi e Piero Giorgio Sierra (che, tra l'altro, è stato presidente dell'associazione italiana per la ricerca sul cancro), gli ex consiglieri d'amministrazione Gabriele Battaglioli, Carlo Pedone e Roberto Picco.

COMITATO - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità".

Con questa decisione sono stati assolti anche Armando Moroni, che nel frattempo è morto, è Guido Veronesi, fratello del noto oncologo, la cui posizione era stata stralciata per motivi di salute nei mesi scorsi. Secondo l'accusa, gli operai degli stabilimenti milanesi della Pirelli non sarebbero stati protetti dall'amianto "vistosamente" presente nell'ambiente di lavoro e non erano stati informati dei rischi per la salute a cui andavano incontro. Secondo Ciaravolo, inoltre, i rischi collegati all'amianto erano "ben noti da tempo" e la protezione dei lavoratori da parte dei responsabili era già parte delle "norme dell'epoca". In primo grado, il processo agli ex dirigenti Pirelli è stato primo a Milano ad avere come esito le condanne per gli ex vertici di un'azienda per la morte di lavoratori esposti all'amianto. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 30 giorni. "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro - ha detto- siamo arrabbiati e non ci arrendiamo".

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