Referendum, Calderoli: Esposto in Procura sulle parole di De Luca

Referendum, De Luca ai suoi:

"Sindaco di Pomigliano, offri un giro di pizza ai pomiglianesi" ha detto il governatore campano Vincenzo De Luca, intervenendo ad un dibattito sul referendum a Pomigliano e ritornando sulla polemica che lo vede protagonista. Ad annunciarlo è stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Garambino in occasione di una conferenza stampa a Palazzo Madama con il vicepresidente della Camera, Luigi De Maio.

"Ti sei dimenticato che è il giubileo della misericordia quest'anno, e hai fatto delle osservazioni sul Pd".

Ma chiediamoci di che reato potrebbe trattarsi: come è noto, l'art 416 bis indica nel voto di scambio uno dei comportamenti caratterizzanti l'associazione a delinquere di tipo mafioso e quindi di questo dovremmo parlare (pena prevista da sette a dodici anni e lo stesso articolo dichiara la norma applicabile esplicitamente anche alla Camorra ed organizzazioni similari). "Domani chiederò in ufficio di presidenza della commissione che tale registrazione venga acquisita e che venga valutata per verificare se si possa inquadrare nel voto di scambio o anche configurare un'ipotesi di 413 ter, cioè di voto di scambio politico-mafioso".

Parole che non sono passate inosservate, tant'è che il senatore della Lega Roberto Calderoli, ha annunciato che presenterà "un esposto in Procura contro il governatore Vincenzo De Luca". "Soni arrivati fiumi di soldi; 2 miliardi e 700 milioni per il Patto per la Campania, altri 308 per Napoli, che dobbiamo chiedere di più?". Dopo il fuori onda in cui attaccava Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, definendola un'infame e da uccidere per averlo inserito tra gli impresentabili, il governatore della Regione Campania ne ha fatta un'altra.

Già, perché se a livello nazionale dovesse trionfare il fronte del no, la Campania resterebbe in ogni caso un feudo deluchian-renziano.

Venticinque minuti di discorso, avvenuto il 15 novembre. Renzi, stando alle parole di De Luca, starebbe utilizzando i soldi pubblici, i soldi dei cittadini, per comprarsi i voti per il Sì al referendum: "un teorema inquietante quello ipotizzato da De Luca, per questo è necessario che intervenga, e subito, la magistratura per fare chiarezza". "Il cerchio poi si potrà chiudere se passerà l'emendamento ad De Lucam e De Luca verrà nominato commissario ad acta al posto di Polimeni - conclude Ciarambino - grandi praterie clientelari davanti per organizzare compravendita di voti e favori e fritturine".

"In verità -ammette De Luca-, nell'ultimo periodo c'è stato un ricompattamento del direttorio, sia in termini di valutazioni che di scelte compiute". Al centro dell'inchiesta la mancata esecuzione della confisca di tre appartamenti alla famiglia Marotta, detti gli 'zingari', che avrebbe continuato a fruire di quelle case nonostante l'assegnazione dell'Agenzia dei beni confiscati al comune del Cilento.

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