Google all'Antitrust UE: Android favorisce la concorrenza

Google all'Antitrust UE: Android favorisce la concorrenza

Google ha presentato oggi le sue risposte all'Unione europea sul caso Android, il sistema operativo open source che domina il mercato degli smartphone finito, il 15 aprile scorso, nel mirino della Commissione. Secondo il gruppo Usa, non solo il sistema operativo di telefonia mobile creato nel 2007 non ha distorto la concorrenza, ma al contrario l'ha aumentata.

La questione dei fork diventa più interessante: Google risponde che i milioni di sviluppatori che lavorano con Android hanno bisogno di un ambiente e un'architettura logica (un framework) per potere raggiungere dei risultati. Secondo Google, quegli accordi sono volontari.

Per prima cosa, spiega Walker, "il caso della Commissione è basato sull'idea che Android non competa con Apple".

Per Bruxelles, invece, un produttore di cellulari è libero di installare Android senza nemmeno una app di Google, tuttavia se si vuole usare un cellulare appena comprato devono esserci preinstallati app come lo store di Google e Google Play.

Il terzo nodo è relativo al fatto che i produttori avrebbero ricevuto contributi finanziari da Mountain View se avessero pre-installato app e servizi Google sui dispositivi messi in commercio.

Google ha ragione o cerca delle scuse?

In chiusura, Walker invita la Commissione Europea a rivedere i propri intenti e ridefinire le proprie posizioni, perché un intervento sugli equilibri e sulle delicate dinamiche che regolano la crescita e l'esistenza di una piattaforma aperta come Android potrebbe finire per generare un effetto diametralmente opposto a quello auspicato, ovvero danneggiare la concorrenza anziché favorirle, con ovvie conseguenze negative per tutti. L'approccio che abbiamo tenuto rispetto alla nostra suite di app mantiene esplicitamente inalterata la libertà degli utenti di scegliere le app che preferiscono sui loro telefoni.

Le norme di compatibilità di Android aiutano a minimizzare la frammentazione e sostengono un ecosistema sano per gli sviluppatori. Per altro c'è da rilevare come non sia l'unica realtà nella quale alcune app arrivano preinstallate di serie: Big G pone l'accento sul fatto che il suo Android sia in competizione con iOS di Apple, così come ovviamente in misura minore con altri OS come Windows Phone e Blackberry, e ciascuno di questi arriva nelle mani degli utenti con una serie di app pre-installate. E, infatti, "l'89% di coloro che hanno risposto all'indagine di mercato avviata dalla Commissione ha confermato che Android e Apple sono in competizione tra loro". Questa distribuzione gratuita è una soluzione efficiente per tutti: abbassa i prezzi per i produttori di telefoni e per i consumatori, permettendoci allo stesso tempo di sostenere gli ingenti investimenti che facciamo in Android e Play. Sopravvivono e crescono bilanciando le esigenze di tutti i partecipanti, inclusi gli utenti e gli sviluppatori. Non sarebbe un cattivo risultato solo per noi, sarebbe un cattivo risultato per gli sviluppatori, per i produttori di telefoni e i carrier e, ancora più importante, per i consumatori.

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