Trimestrale Intesa Sanpaolo: utile in calo, Common Equity pro-forma al 13%

Il risultato appare superiore al consensus degli analisti, che si attestavano attorno ai 600 milioni.

Migliora anche la qualità del credito con il flusso di crediti deteriorati da crediti in bonis al livello più basso dalla nascita della banca con un calo dell'8% a 1,3 miliardi rispetto al trimestre precedente.

Gli ordini sono saliti del 99% a 15,504 miliardi di euro rispetto ai primi nove mesi del 2015, in particolare per effetto del contratto per la fornitura di 28 Eurofigher Typhoon al Kuwait. Giù anche lo stock di crediti deteriorati: -4% il dato lordo e -3% il dato netto.

Al 30 settembre 2016, per finire, il Common Equity ratio pro-forma di Intesa Sanpaolo era pari al 13%.

Un nuovo strumento di consulenza per la rete di Intesa Sanpaolo Private Banking, applicato a oltre 3 miliardi di euro di attività finanziarie.

Le rettifiche nette su crediti sono aumentate, da anno ad anno, da €769 a €917 milioni. Il gruppo guidato da Carlo Messina ribadisce in una nota l'impegno alla distribuzione di 3 miliardi di euro di dividendi cash per l'esercizio 2016, già indicato nel piano di impresa 2014-2017.

Con riguardo ai conti del terzo trimestre, l'utile è cresciuto del 142,4% tendenziale a 143 milioni di euro, i ricavi sono scesi del 13,4% a 2,621 miliardi di euro e gli ordini sono saliti del 17,1% rispetto al terzo trimestre 2015, per un valore di 2,637 miliardi di euro. I proventi operativi netti superano i 4 miliardi e mostrano, escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e garanzi dei depositi, un aumento del 6% su base annua e un calo del 7% su base trimestrale.

"Intesa Sanpaolo - aggiunge - si posiziona tra le banche più efficienti in Europa con un cost/income inferiore al 50% contro una media del settore del 65%".

"Lavoriamo per 4 miliardi di utili nel 2017" "L'ultimo trimestre sarà molto importante per capire se possiamo ottenere 4 miliardi di utili nel 2017", ha aggiunto Messina.

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