Protesta contro la privatizzazione, scioperano i dipendenti di Poste

Stop alla privatizzazione di Poste Italiane. Oggi la protesta e gli uffici chiusi

In 5mila hanno sfilato per le strade di Napoli, da corso Umberto a piazza Matteotti, manifestando contro la privatizzazione delle poste.

Privatizzare Poste Italiane, azienda che fa utili e offre servizi competitivi, può celare dietro una privatizzazione per togliere dal mercato l'unico concorrente scomodo delle banche, che oggi troppo spesso sono nell'occhio del ciclone della finanza speculativa. "Difendere il futuro dei 10.000 lavoratori del Piemonte". Con queste parole, il segretario provinciale della Failp-Cisal, Enzo Mazzeo, aveva annunciato l'adesione nel Sannio allo sciopero nazionale dei dipendenti delle poste. Tra le principali ragioni della protesta c'è la volontà di bloccare il percorso di definitiva privatizzazione delle Poste (processo solo temporaneamente sospeso dal governo) e di invertire l'ormai chiara tendenza alla "finanziarizzazione dell'azienda". Alla manifestazione hanno preso parte anche alcuni sindaci di città campane che stanno registrando disagi per le chiusure degli uffici postali (a giorni alterni o in alcuni giorni al mese) in centri già penalizzati da altre scelte delle istituzioni, e che contestano, come ricorda il sindacato, "lo scellerato progetto dell'organizzazione del recapito della corrispondenza a giorni alterni, decisione assunta senza una preventiva e democratica consultazione".

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