M5S nel caos, fronda contro di Maio. "Mie spese trasparenti"

Roberto Fico Beppe Grillo e Carlo Sibilia ascoltano l'intervento di Luigi Di Maio a Nettuno

"Ho restituito ai cittadini italiani - scrive in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo - in tre anni e mezzo 204.582,62 euro. Auspichiamo che tutti quanti abbiano la stessa attenzione e la stessa responsabilità quando si gestisce il soldo pubblico". "In pratica gestisco due cariche, ma lo Stato ne paga solo una". Perché i pentastellati hanno sempre criticato e snobbato certe cose.

È il normalissimo sistema di relazioni di cui è fatta la politica, naturalmente; ma la parte del gruppo parlamentare M5S che in questa fase ha animato la rivolta contro il vicepresidente della Camera lo attacca anche per questa spregiudicatezza di relazioni, che in parte significativa gli sta tessendo Spadafora: dai gesuiti di padre Spadaro agli incontri con le lobby, dalle ambasciate ai direttori delle relazioni istituzionali di grandi aziende italiane, da sempre decisive negli assetti e nella configurazione del potere.

"Noi non vogliamo cambiare la Costituzione, ma la qualità della classe politica che l'anno scorso ha fatto fuggire 100.000 italiani dalla povertà e dalla corruzione", ha detto Di Maio citando i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Fondazione Migrantes.

Ma Fico non è il solo a doversi difendere dalle "rivelazioni" del libro "Supernova".

"Noi speriamo che questa volta dicano sì, perché per risparmiare davvero non c'è bisogno di stravolgere la Costituzione e fare una riforma che getterà l'Italia nel caos: basta votare la nostra proposta lunedì prossimo - invita Di Maio - Confidiamo nel fatto che la approvino in 24 ore come è avvenuto per la prima tranche di rimborsi elettorali che i partiti hanno incassato, grazie alla votazione lampo della legge Boccadutri, approvata alla Camera e immediatamente anche al Senato in un giorno di lavoro". Lui si difende: "Spese trasparenti". Inoltre non si è potuto esimere da una accurata descrizione dei privilegi a cui ha rinunciato, dall'auto blu, al telepass ed altri bengodi che sono però in contrasto con il "regolamento" dettato da Grillo e quindi non ne aveva il diritto. "Sono realmente amareggiata da questa vicenda e spero solo che nessuno voglia sostituirsi alla magistratura, la sola a dover fare luce attraverso le necessarie indagini". "Ma ho rinunciato". Per poi difendersi con un attacco al Pd: "Piuttosto siamo in attesa, ormai da circa 3 anni e mezzo, di una conferenza stampa del Pd che annuncia che i propri parlamentari si ridurranno gli stipendi e rendiconteranno le spese".

Alcuni parlamentari pentastelati iniziano a criticare pubblicamente la deriva "leaderista" del M5s.

"La senatrice Barbara Lezzi, ad esempio, è al primo posto nella classifica della spesa per "consulenze" (assistenza legale, commercialisti, informatici): 85mila euro spesi finora". A Milano, secondo le indiscrezioni, reggerebbe la 'blindatura' di Di Maio necessaria per avere un candidato spendibile nel caso in cui l'esito del referendum dovesse costringere Renzi ad un passo indietro.

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