Shopping o al bar, furbetti del cartellino al comune di Sulmona

Cronaca					Al bar e a fare shopping dopo aver timbrato 'furbetti del cartellino' a Sulmona- Video

"Nello stesso tempo assicuro alla cittadinanza di essermi già attivata per potermi muovere nel miglior modo e tempestivo possibile ¬ prosegue Casini - per cercare di non far ricadere le responsabilità di dipendenti non corretti su chi invece ogni giorno lavora con dedizione e scrupolo, ma soprattutto per scongiurare che l'organizzazione amministrativa del Comune di Sulmona possa subire gravi danni".

Sarebbero 46 i dipendenti (su un totale di 102) del Comune di Sulmona (L'Aquila) coinvolti nella maxi inchiesta sull'assenteismo dal posto di lavoro che ha portato gli uomini della Guardia di Finanza a scoprire un fenomeno di grosse proporzioni. Alcuni dipendenti si assentavano anche a lungo.

Nei confronti dei dipendenti disonesti sono state configurate varie ipotesi di reato, dalla truffa aggravata alle false attestazioni o certificazioni nell'utilizzo del badge. 55 quinquies del D.Lgs 165/2001. Qualcuno tornava a casa per consumare il pasto o sbrigare faccende personali, altri facevano la spesa o lo shopping, qualcuno raggiungeva il bar, altri ancora avevano incontri galanti. Tali condotte sono state accertate mediante una minuziosa attivita' di video-registrazione effettuata con telecamere installate nel perimetro di alcune sedi di servizio comunali, supportate da ulteriori attivita' di riscontro, quale analisi dei tracciati dei cartellini magnetici, pedinamenti, appostamenti ed osservazione dei soggetti interessati. In alcuni casi, secondo le indagini della Guardia di Finanza, con la complicità del collega presente in ufficio o con la connivenza di altro personale esterno al Comune, registravano fraudolentemente l'inizio o la fine del servizio pur essendo assenti, raggiungendo poi in netto ritardo l'ufficio o allontanandosene in largo anticipo. Addirittura, in qualche caso, ad alcuni dei soggetti allontanatisi dal posto di lavoro ingiustificatamente veniva, mentre si dedicavano allo shopping, controllata la regolare emissione degli scontrini fiscali a seguito degli acquisti fatti.

"Le risultanze investigative - spiegano le fiamme gialle - così come emerse nelle varie fasi delle indagini preliminari, sono state successivamente poste in correlazione con i turni riportati nei prospetti mensili di ciascun dipendente, acquisiti presso l'Ente". Per il recupero delle somme percepite illecitamente è stata interessata la Procura regionale della Corte dei Conti di L'Aquila.

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