Matteo Renzi a cena con Obama: ecco il menù dello chef Batali

Beatrice Vio negli States

Del premier italiano il presidente americano apprezza apertamente la "visione e le riforme ambiziose", in particolare il fatto che "lui sa bene che Paesi come l'Italia devono proseguire il loro percorso di riforme per aumentare la produttività, stimolare gli investimenti privati e scatenare l'innovazione" e inoltre "riconosce che hanno bisogno di spazio per effettuare gli investimenti necessari a sostenere la crescita e l'occupazione e ampliare opportunità".

Calorosa stretta di mano tra il premier italiano Matteo Renzi e il presidente americano Barack Obama nello studio ovale dopo l'accoglienza in pompa magna nel prato sud della Casa Bianca e i rispettivi interventi davanti al picchetto d'onore e una grande folla festante.

Renzi alla Casa Bianca canta l'Inno ad alta voce Come da protocollo, la visita del premier alla Casa Bianca è iniziata con gli inni di Italia e Stati Uniti.

Nel giorno in cui da Roma è arrivata la doccia fredda di un 'No' netto di Silvio Berlusconi, Renzi ha cercato anche di ridimensionare la portata del referendum: "Ho l'impressione che gli amici americani siano più interessati all'8 novembre che al 4 dicembre. e anche noi peraltro". Ma dà ragione a Renzi anche su questo, alla vigilia di un vertice europeo cruciale, quando dice che l'Ue "deve trovare il modo per crescere più rapidamente" perché "le pur ottime politiche monetarie della Banca centrale guidata da Mario Draghi non sono sufficienti".

"Gli Stati Uniti sono dalla tua parte. Mentre negli Stati Uniti le imprese hanno creato oltre 15 milioni di nuovi posti di lavoro, in Europa credo che le misure di austerità abbiano contribuito al rallentamento della crescita". Certo, Obama è ormai a fine mandato, ma mai nessun presidente Usa si era mai sbilanciato così con un capo di governo italiano, sperando di poter lasciare a Hillary Clinton un testimone che Renzi ha già raccolto prenotando un incontro domani con lo staff della candidata democratica. Vorremmo regole diverse ma finché non cambiano le rispettiamo.

In Iraq, ad esempio, dove l'Italia ha un ruolo da protagonista nella difesa e nella ricostruzione della diga di Mosul e nell'addestramento della polizia locale.

In materia di politica estera, Obama ha dichiarato che quella di "Mosul sarà una lotta difficile" ma "l'Isis sarà sconfitta".

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