Caso Alpi, assolto e subito libero Omar Hashi Hassan

Perugia, omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: chiesta l'assoluzione di Hasci Omar Hassan

La Corte d'appello di Perugia ha assolto il cittadino somalo Hasci Omar Hassan dall'accusa di avere partecipato all'omicidio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin, avvenuto a Mogadiscio nel marzo '94.

Hassan si è sempre proclamato innocente. Inattendibile il testimone-chiave - il somalo Ahmed Ali Rage, detto Jelle - che ha ritrattato le accuse contro Hassan prima in tv, nella puntata di Chi l'ha visto? andata in onda il 18 febbraio 2015, e poi davanti ai magistrati della Procura di Roma, che per interrogarlo sono ricorsi a una rogatoria internazionale. Ha scontato in carcere 16 dei 26 anni che gli erano stati inflitti: attualmente era affidato ai servizi sociali. Ma si è detta "molto amareggiata e depressa" per la figlia, "perché è come se lei e Miran Hrovatin fossero morti per il caldo che faceva a Mogadiscio. - ha dichiarato - La verità non l'abbiamo e secondo me non l'avremo mai".

"Se è vero che Hassan è stato condannato dobbiamo avere anche il coraggio di ammettere che possa essere innocente" aveva detto il magistrato. Eppure, nessuno e' riuscito a porre fine alle troppe bugie, ai troppi depistaggi che hanno caratterizzato questa vicenda. L'ambasciatore italiano in Somalia, Giuseppe Cassini, si attivò per far sapere che era stato trovato un nuovo testimone oculare, pronto a fare un nome. Perchè i genitori di Ilaria hanno sempre dimostrato di volere trovare "il" colpevole e non "un" colpevole. "E quindi - ha detto Razzi - la mia conclusione non può che essere una richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto".

Il processo per l'omicidio della giornalista Ilaria Alpi e del cineoperatore Miran Hrovatin è a un punto di svolta. "Noi non avevamo bisogno di un colpevole ma vogliamo 'il colpevole', che ancora non abbiamo". Ora devo cercare la mia famiglia perché sono 19 anni che non la vedo e per questo ho bisogno urgentemente dei documenti. "Serve verità, anche per rispetto delle vittime", con queste parole il sostituto procuratore generale di Perugia Dario Razzi ha introdotto la sua richiesta di scarcerazione dell'imputato.

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