Nolostand, commissariato per sei mesi il settore allestimenti di Fiera Milano

Fiera Milano: commissariata per rapporti con controllata Nolostand

In concreto, l'amministratore giudiziario "esercitera' il controllo pubblico attraverso la controfirma di atti di spesa aventi un valore superiore a euro 10mila e realizzera', attivando in tal senso gli organi decisori della societa', quei modelli aziendali idonei a prevenire infiltrazioni di illegalita' come quelle accertate soprattutto nel settore dell'apporvvigionamento".

La formula utilizzata dal Tribunale consiste nell'affiancare all'organo di gestione di Fiera Milano l'amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

Il Tribunale di Milano, sezione misure di prevenzione, ha disposto l'amministrazione giudiziaria "della societa' Fiera Milano spa per un periodo di 6 mesi limitatamente al settore di interesse di Nolostand spa". L'amministrazione giudiziaria riguarda solo un 'settore' di Fiera Milano Spa ed è quello relativo agli allestimenti di stand fieristici, legato a Nolostand, società controllata e già commissariata lo scorso giugno nell'inchiesta della Dda milanese su presunte infiltrazioni mafiose in alcuni appalti.

Fiera Milano ha agevolato l'ingresso tra i propri fornitori di due personaggi potenzialmente in odor di mafia. Lo stesso giorno, su richiesta del procuratore Boccassini e dei pm Storari e Ombra, il Tribunale aveva messo in amministrazione giudiziaria Nolostand per un intreccio di rapporti tra gli indagati e alcuni dirigenti della società controllata dalla Fiera.

Lo scorso 6 luglio undici il presidente di Dominus Scarl Nastasi, il suo collaboratore Pace, l'ex presidente della Camera Penale nissena Danilo Tipo e altre 8 persone sono state arrestate a Milano (4 in carcere e 7 ai domiciliari) con l'accusa di associazione a delinquere per favorire Cosa Nostra: a loro, secondo la Procura, era riconducibile il consorzio di cooperative a cui erano stati affidati tra le altre cose appalti per quattro padiglioni di Expo 2015.

In quell'occasione sono stati sequestrati preventivamente beni per 5 milioni di euro: durante le indagini erano stati trovati 400mila euro in contanti in un camion diretto dalla Lombardia in Sicilia. "Nota per la sua "forte vicinanza" con la famiglia Messina Denaro" di Castelvetrano.

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