Donnarumma: "Cerco di imparare da Buffon. Tatuaggi? No, mio padre non vuole"

Donnarumma

"Tutti mi dicono che sono un predestinato, ma io cerco di lavorare sempre al massimo come sto facendo con tanta umiltà". Raiola chiede un confronto con la Sino-Europe Sports prima di dare l'ok per il rinnovo contrattuale del portiere rossonero. Anche se ha detto che sono un Modigliani da 170 milioni, queste cifre non mi fanno girare la testa. Chiede soltanto garanzie sugli investimenti futuri e un contratto economicamente vantaggioso e meritevole.

Il giovane portiere Gianluigi Donnarumma è intervenuto ieri ai microfoni del TG1, parlando del suo ruolo di vice-Buffon con la maglia della Nazionale italiana e non solo: "Con Buffon ho un bellissimo rapporto, in queste prime convocazioni mi ha dato tanto". Così Gianluigi Donnarumma, in un'intervista esclusiva a Raisport, racconta queste prime volte a Coverciano, al fianco dell'illustre collega. "Penso al Milan e a fare meglio possibile per la mia squadra - ha concluso -, allenandomi e giocando sempre con grande impegno, poi si vedrà". Come Buffon è un predestinato, ma aiuta il destino con il lavoro i sacrifici e una vita sana ed avendo l'intelligenza di osservare e imparare dai campioni che gli sono vicino, vedi Buffon in Nazionale. I tatuaggi? No, non ne ho nemmeno uno. "Il soprannome Gigio? Me l'hanno messo quando andavo alle medie, non me lo sono più tolto di dosso". Credo che i grandi portieri nascano ogni 50 anni, dal 1900 al 1950: "Zoff, che è nato nel 1942; dal 1950 al 2000: "Buffon (1978, ndr) e dal 2000 al 2050 sarà Donnarumma".

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