Sciopero 7 ottobre 2016: studenti in piazza per riforma scuola COMMENTA

In piazza anche gli studenti contro la Buona scuola: ora decidiamo Noi!

Sono alcuni dei motivi della protesta che ha portato questa mattina migliaia di studenti a scendere in piazza.

Il corteo, partito dai due punti di raccolta situati a Fontana Luminosa e Colle Sapone, ha attraversato Via Strinella e Collemaggio per poi disporsi alla Villa Comunale per un sit-in conclusivo. Alla testa del corteo da un furgone parte musica rap a tutto volume. "Dall'alternanza scuola-lavoro intesa soltanto come manodopera gratuita all'interno delle aziende ai comitati di valutazione che di fatto hanno consegnato la leadership ai presidi". "Tra le rivendicazioni portate in piazza vi è la necessita di finanziamenti regionali certi adeguati e rapidi che garantiscano una borsa di studio a tutti i 15000 studenti idonei in puglia".

Le riforme volute dal Governo Renzi, si inseriscono in un quadro di continuità rispetto ai governi precedenti: passando per il Jobs Act che ha precarizzato ulteriormente il mondo del lavoro, arrivando allo Sblocca Italia con l'espropriazione dei territori. I numeri li forniscono gli Studenti medi Palermo. Gli studenti si scagliano, in particolare, "contro l'abbandono scolastico e l'incertezza per il proprio futuro". Gridano le parole di Paolo Borsellino gli studenti artiti dal Teatro Massimo. "In questo senso prosegue anche la nostra campagna per una legge di iniziativa popolare sul Diritto allo studio, sulla quale stiamo raccogliendo le firme in tantissime città". Molti gli slogan contro il premier: "Cacciamo Renzi", "Caro figlio il governo ti vuole ignorante", "Renzi a casa a calci", "Ci volete servi, ci avrete ribelli". Alcuni hanno acceso fumogeni. Altre mobilitazioni studentesche in tutta la regione si sono svolte a Salerno, Cava, Benevento, Telese, Sorrento, Montesarchio, Aversa, Sarno e ad Avellino, dove la manifestazione studentesca partita da Piazza D'armi è confluita in Piazza della Libertà dove gli studenti si sono suddivisi in gruppi di lavoro per discutere di scuola, referendum costituzionale, trasporti e tematiche sociali. In prima linea Unione degli Studenti e Link Coordinamento Universitario.

"Ora basta, decidiamo noi".

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