Antinfiammatori: attenzione al rischio di scompenso cardiaco

Università Milano Bicocca: Scompenso cardiaco, il rischio aumenta con gli antinfiammatori

Lo studio porta alla luce anche altri importanti dati: chi ha usato nelle ultime due settimane questi tipi di medicinale, corre un rischio di ricovero maggiorato del 19% rispetto a chi ha utilizzato per l'ultima volta uno di questi farmaci più di 183 giorni prima. Anche Peter Wissberg, direttore della British Heart Foundation, spiega: "questo studio molto ampio rafforza una precedente ricerca che dimostrava come alcuni Fans utilizzati in pazienti con problemi articolari aumentassero il rischio di malattie cardiache". In questo campione si sono registrati più di 92.000 ricoveri per scompenso cardiaco. La ricerca è stata condotta da un gruppo di studio multidisciplinare e sovranazionale che, con il coordinamento di Giovanni Corrao, professore di Statistica medica dell'Università di Milano-Bicocca, ha visto coinvolti studiosi italiani (tra cui Andrea Arfè, Federica Nicotra, Lorenza Scotti e Antonella Zambon del dipartimento di Statistica e metodi quantitativi dell'Università degli studi di Milano-Bicocca), spagnoli (RTI Health Solutions, Barcellona), tedeschi (Leibniz Institute of Prevention Research and Epidemiology, Bremen), olandesi (PHARMO Institute, Utrecht, e Department of Medical Informatics, Erasmus University Medical Center, Rotterdam) e francesi (University of Bordeaux Segalen, Bordeaux).

Si tratta di uno studio multidisciplinare e sovranazionale che ha coinvolto quattro nazioni europee: Olanda, Regno Unito, Italia e Germania, svolto per valutare la sicurezza cardiovascolare dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e stimare il rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca con l'utilizzo dei singoli FANS. Soprattutto per i princìpi tradizionali, il rischio è direttamente proporzionale al dosaggio, ed è risultato addirittura raddoppiato alle dosi più elevate sperimentate. Appartengono a questa famiglia ibuprofene, diclofenac, indometacina, ketorolac, naproxene, nimesulide, piroxicam.

Farmaci antinfiammatori: rischio scompenso cardiaco per chi li prende? Solo nei casi più seri dove non ci sono alternative valide vanno usati gli antinfiammatori non steroidei. Ogni analgesico, inoltre, è associato a un rischio diverso che cambia a seconda del dosaggio. "L'importanza dello studio - commenta Corrao - è che risultati simili sono stati verificati in tutta Europa e dunque questi rischi non dipendono dalle abitudini prescrittive o da comportamenti esterni, ma sono direttamente riferibili ai farmaci".

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