Curare le malattie del mondo? Ci pensa Mark Zuckerberg

Cronaca     
      Mr Facebook in visita da Massimo Bottura     
           
      
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(Teleborsa) - L'associazione filantropica di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, e di sua moglie Priscilla investirà in tecnologie per far avanzare la ricerca medica. Il primo progetto e' la creazione del Biohub, con un investimento di 600 milioni di dollari, cioe' un nuovo polo di ricerca per unire scienziati e ingegneri da Stanford, dall'Universita' della California da Berkeley e un team di ingegneri che si sta formando alla Chan Zuckerberg Initiative. Un'iniziativa che, come rileva il premio Nobel per la medicina, David Baltimore, nel suo editoriale sulla rivista Science, "avrà un ruolo importante nella ricerca scientifica".Lo stesso Baltimore ha poi aggiunto che i futuri passi in avanti della scienza si avranno grazie ai contatti tra le diverse discipline una convergenza che richiede la tottura di barriere tra i vari campi, che tra l'altro è proprio l'obiettivo di Biohub.

La fondazione veicolo sarà la Chan Zuckerberg Initiative che, l'1 dicembre del 2015, è stata annunciata da Mark Zuckerberg e dalla moglie Priscilla Chan in concomitanza con la nascita della figlia Maxima Chan Zuckerberg. "Crediamo che il futuro che tutti vogliamo per i nostri figli sia possibile". "Ma senza adeguati supporti queste grandi visioni non possono diventare realtà - aggiunge - Anche se i finanziamenti privati non possono essere del livello di quelli del governo, possono aiutare a colmare i buchi e spingere la ricerca a provare nuove direzioni, non finanziate dal governo". "E ci siamo chiesti: possiamo curare tutte le malattie entro l'arco della vita dei nostri bambini?"

"Uno sforzo a lungo termine"- ha detto Mark Zuckerberg - "che permetterà di sviluppare un centro di ricerca in bioscienze e chip diagnostici in grado di monitorare possibili malattie del corpo umano, specialmente quello dei più piccoli".

"Focalizzarsi sulla realizzazione di strumenti è una road map su come ci si potrà approcciare alla cura, prevenzione e gestione di tutte le malattie di questo secolo". "Ci vorranno anni per sviluppare nuovi strumenti e ancora piu' tempo per poterli utilizzare a pieno". Sarà difficile e bisogna essere pazienti, ma è un passo importante che ha già ottenuto il consenso di alcune figure importanti da tutto il mondo.

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