Tim Cook, realtà aumentata meglio della virtuale

Tim Cook, realtà aumentata meglio della virtuale

Tolto il jack cuffie sul melafonino, gli AirPods rappresentano il gadget più atteso del momento. Apple ha lanciato le AirPods, gli auricolari wireless. Per l'azienda Spiegen era solo questione di tempo, ma Tim Cook non tarda a rispondere ai dubbi moltiplicatisi sul web. Se ci pensiamo è infatti proprio il filo che causa i disagi con le cuffie: si agganciano ovunque, il peso del cavo li fa scivolare.

Nell'era di iPhone 7 dovremo forse aspettarci che nomi come Anker, Belkin, Mophie diventeranno sempre più familiari ai possessori degli smartphone di ultima generazione targati Apple? Il pairing (ovvero l'accoppiamento tra telefono/tablet/pc e l'auricolare) è immediato, trasversale e pressoché infallibile. In sostanza, gli auricolari si connettono istantaneamente all'iPhone e mantengono una connessione stabile. Sono composte da un sensore infrarossi che individua il padiglione auricolare, e dal chip wireless W1. La carica dura per 5 ore di ascolto continuato.

Sul fronte delle specifiche tecniche, le nuove AirPods saranno disponibili a partire dalla prossima settimana al prezzo di 179 euro.

Tim Cook, realtà aumentata meglio della virtuale

Sul dibattito nato in rete sui nuovi AirPods è intervenuto Tim Cook in persona, dichiarando di aver utilizzato le nuove cuffie persino ballando, senza che mai nemmeno un auricolare cadesse dall'orecchio. Un modo per visualizzare insieme ciò di cui si sta parlando senza che sia concretamente presente, esemplifica il CEO di Apple, per comunicare insieme e in maniera naturale con una terza persona a distanza: la AR è sociale, perché è sociale il mondo concreto in cui gli individui si trovano e interagiscono fra loro, e perché consente di interagire nel mondo concreto sulla base di strati di realtà digitale condivisa.

E' quindi molto probabile che Apple si spingerà in una direzione ben precisa per il futuro dei propri dispositivi.

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