Sgominata banda italo-rumena che clonava carte di credito: 12 arresti

Sgominata organizzazione che clonava carte di credito 12 arresti

Un'organizzazione criminale transnazionale dedita alla clonazione delle carte di credito su vasta scala è stata sgominata dalla polizia di Monza. Ben 26 le persone indagate, per 12 delle quali è scattata la custodia cautelare in carcere su ordinanza del GIP del Tribunale di Monza. La banda era composta da 12 romeni che sono stati arrestati con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione e all'uso illecito di carte di credito. Le indagini si sono svolte in ambito europeo grazie al supporto di Europol.

Le indagini, inizialmente condotte dalla Procura di Milano, sono state poi proseguite dalla Procura di Monza, in ragione della presenza dei principali indagati nella zona di Cinisello Balsamo.

Fondamentale il rapporto tra le due procure lombarde e l'Autorità Giudiziaria di Pitesti, in Romania, che ha permesso di procedere in maniera congiunta nei confronti dei malviventi e di emettere le conseguenti misure cautelari.

In particolare, gli elementi raccolti a carico del capo dell'organizzazione criminale hanno evidenziato un forte radicamento del medesimo nell'mbito della criminalità organizzata rumena, suo Paese d'origine.

Per clonare la carta, la banda applicava congegni elettronici sugli sportelli bancomat per "acquisire" i dati della banda magnetica, mentre dentro una pizzeria della provincia di Milano le carte venivano poi materialmente "fabbricate". I loro profitti venivano poi divisi al 50% con gli struttarori. In media ogni ragazza garantiva un introito di circa 700 euro al giorno.

Il denaro (sia quello ricavato "monetizzando" le carte clonate, sia quello derivante dalla prostituzione) veniva passato di mano in mano fino ad arrivare al vertice dell'organizzazione.

Nome dell'operazione: gli investigatori della Postale hanno dato all'operazione un nome in codice che significa "pizzino telematico" e che prende spunto dalla tecnica utilizzata dai criminali per comunicare tra di loro per non essere intercettati. I numeri delle carte clonate venivano comunicati attraverso la webcam, utilizzando un foglio con il numero scritto, senza parlare.

Anche gli "affari illeciti" erano identificati con nomi in codice.

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