Asteroide minaccia la terra: una sonda NASA inviata per salvarla

OSIRIS-REx

La sonda studierà per circa un anno l'asteroide, prima di avvicinarsi talmente alla sua superficie da riuscire a prenderne un pezzo allungando il braccio robotico di tre metri. Campioni che arriveranno sulla Terra nel 2023. "Rispetto alle "miniere" da scoprire sugli asteroidi, "non siamo già alla corsa all'oro, sono -chiarisce- ancora missioni scientifiche, ma noi abbiamo sviluppato tecnologie che ci vendono svolgere un ruolo da protagonisti fin da ora".Gli esperti annunciano che altro obiettivo di questa missione è quella di studiare come proteggere la Terra da impatti con asteroidi". A quel punto "tutta la nostra storia - ha spiegato Brugato - sarà raccolta sul palmo della mano e richiederà solo di essere decifrata utilizzando i migliori strumenti di analisi disponibili oggi nei laboratori di tutto il mondo". E adesso non resta che aspettare i 24 mesi che separano la sonda dalla meta prevista, l'asteroide Bennu. I ricercatori con lo studio del materiale prelevato dalla sonda sperano di comprendere meglio la formazione del Sistema Solare, in particolare se vi sia la presenza di acqua o di altre molecole organiche fondamentali per la vita. Bennu è infatti un corpo celeste potenzialmente pericoloso e c'è 1 probabilità su 2.700 che possa impattare la Terra entro il 22° Secolo. Altri obiettivi di questa straordinaria missione sono mappare l'asteroide per garantire nel 2020 il successo della fase due della missione, cioè il prelievo di campioni, raccogliere più informazioni su come difenderci da una collisione con un asteroide. E allora, come concordano geologi e planetologi, si potrebbe aprire anche l'era della mineralogia spaziale.

Fabbricato a Campi Bisenzio uno degli strumenti della sonda Osiris in partenza da Cape Canaveral. Durante tutta la durata della missione, il sensore d'assetto fornirà i dati sulla posizione della sonda, grazie alla mappa stellare memorizzata nel suo software, che conta oltre 3.000 stelle."Siamo orgogliosissimi di essere presenti in questa missione" afferma l'ingegnere Marco Molina, Cto della linea business-spazio di Leonardo.

"Lo strumento "è un telescopio che guarda le stelle, le riconosce ed è anche un calcolatore velocissimo che aiuta a calcolare la rotta" aggiunge l'esperto di Leonardo".

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