Scontri tra ribelli ed esercito a sud di Aleppo

Reporter da Aleppo scoppia a piangere i bambini muoiono di fame

La sua corrispondenza da Aleppo, le sue lacrime per i bambini siriani che rischiano di morire di fame hanno fatto il giro del mondo. Una breccia di appena due km di ampiezza ottenuta a costo di altissime perdite umane e materiali che ora i gruppi dei cosiddetti "ribelli moderati" rivendicano come una vittoria strategica, galvanizzati a tal punto da lanciare una amnistia dalla sala comando delle operazioni su Aleppo "Fatah Halab" -conquista di Aleppo in arabo ndr- a tutti coloro (soldati di siriani e alleati) che entrino in una chiesa o in una moschea o nelle loro case abbandonando le fila della coalizione antiterrorismo. Affermano di aver aperto una nuova strada per la città, dove vive ancora una popolazione stimata di 250mila persone. Aleppo era la capitale commerciale della Siria, patrimonio UNESCO, città multi-culturale dove siriani, arabi, curdi, iraniani, turkmeni, armeni, circassi e tanti altri convivevano in pace. Fadel raccontava della situazione umanitaria disastrosa: "Mentre proseguono i bombardamenti del regime e russi sulle zone orientali della città sotto assedio- spiegava-, diciamo e ripetiamo che bisogna riportare quello che accade in Siria in modo oggettivo e imparziale, ma di fronte a questo disastro umanitario non possiamo far altro che sostenere questi piccoli, questi bambini sotto assedio, che non hanno più nulla da mangiare". Le forze governative sono riuscite a riprendere il controllo di alcune zone che i ribelli dell'opposizione avevano conquistato negli ultimi due giorni durante una vasta controffensiva. In un disperato tentativo di rompere l'assedio islamisti e jihadisti erano riusciti a conquistare una serie di edifici militari a sud ovest, e poi hanno stabilito collegamenti con gruppi ribelli in citta'. Secondo l'Osservatorio sono almeno 112 i civili, tra cui 33 bambini, uccisi ad Aleppo dall'inizio dell'offensiva lanciata domenica dai ribelli.

Putin, dopo aver incontrato il presidente iraniano (altro benefattore di Assad) se la dovrà vedere anche con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che volerà domani a San Pietroburgo per incontrarlo.

Per queste ragioni ad Aleppo passa una larga parte del destino finale della guerra siriana: nel mezzo ci sono orrore e morte, uno strettissimo passaggio attraversato il quale centinaia di migliaia di civili sperano di ritrovare la serenità smarrita cinque anni fa.

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