Dietrofront Vivendi, Mediaset sceglie Mariconda

L'ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, e il presidente Fedele Confalonieri

Mediaset perde quota alla luce della comunicazione di Vivendi emanata nel corso dell'ultima settimana di luglio, nella quale il gruppo francese aveva ritratto la volontà di acquisire la società in toto e di limitarsi ad una minima percentuale di acquisizione.

Anche qui c'è di mezzo il Milan, peraltro: non partecipando alla Champions, le due milanesi, che hanno un grande bacino di tifosi, sottraggono spettatori alla tv del Biscione, che si è aggiudicata in esclusiva la massima competizione continentale. Insomma, i margini per ricucire sembrano essere del tutto sfumati, tanto che da Mediaset sarebbe partita una richiesta di risarcimento danni. La proposta del gruppo francese si è ridotta al 20% del capitale globale, che in tre anni dovrebbe portarla a detenere il 15% del gruppo.

"Il business plan di Mediaset Premium per il 2017 e 2018 è irrealistico".

Ma dopo il clamoroso dietrofront dei francesi che stanno tentanto come anche spiegato domenica dall'ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine di mantenere i contatti pure con l'agguerritissima Marina Berlusconi, pare che Berlusconi jr stia pensando di riallacciare i contatti con Sky per riuscire a portare la pay-tv fuori dal perimetro Mediaset e riuscire a deconsolidarla entro la fine dell'anno. Una mossa che farebbe bene anche al titolo, finito sotto pressione dopo l'annuncio di Parigi. La scelta si tradurrebbe, a conti fatti, in una battaglia legale lunga e dai risultati alquanto imprevedibili.

"Sappiamo che il mondo degli affari ha le sue dure regole, che la legge del mercato può essere spietata".

Del nuovo confronto, che de Puyfontaine spera forse ancora di risolvere con una nuova intesa, hanno riportato nel frattempo le maggiori testate europee, dal Financial Times, a Les Echos al Corriere della Sera (per citare solo alcune cui il manager francese ha rilasciato dichiarazioni dirette).

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