Banche, Draghi: "Crediti deteriorati in eccesso: questione che va affrontata"

E quando non c'è un mercato in grado di smaltire i crediti deteriorati e "si vogliono evitare vendite sottocosto", la situazione è straordinaria.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma l'intenzione di condurre gli acquisti mensili di attività per 80 miliardi di euro sino alla fine di marzo 2017, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione.

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi: i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati, rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Dopo la prima riunione della Banca centrale europea dopo il referendum sulla Brexit, il governatore Draghi ha dichiarato che "in circostanze eccezionali" gli stati possono aiutare le banche in difficoltà. "Non lo consideriamo un rischio ma una questione da affrontare", ha detto Draghi, rispondendo a una domanda sui problemi delle banche italiane e portoghesi. Soprattutto al di qua dell'Oceano, a sostegno di un'economia che stenta a decollare, nonostante i tassi zero ai minimi di sempre, con le banche che non fanno prestiti famiglie e aziende; i risparmi che salgono e gli investimenti che continuano ad essere deludenti. Dall'altro per gli acquisti di obbligazioni che la Bce sta facendo, mese dopo mese in Europa secondo il piano di Quantitative Easing programmato. La strategia comunicativa e fattuale del banchiere centrale verteva su un sostanziale stemperamento dei toni allarmistici che potevano derivare dal tema Brexit, per cui l'Eurozona è fortemente esposta; tema per il quale Draghi ha preso tempo, affermando come sia troppo presto per valutare l'impatto economico dell'evento e di come sia necessario ottenere più informazioni pur reiterando sui famigerati "downside risks" che affliggono l'area euro. E la soluzione vista da Draghi poggia su "tre pilastri". Il secondo è "un mercato pienamente funzionante dei crediti deteriorati". Il presidente della BCE ha concluso rimarcando che "molte cose sono state fatte, ma molto resta da fare". Il consiglio della Bce ribadisce di "essere pronto a usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato".

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