La Via Crucis dei Giovani a Cracovia

Giornata Mondiale della Gioventù. Da Taranto a Cracovia 100 ragazzi 0

Era il 1983-1984, a 1950 anni dalla resurrezione di Gesù la Chiesa cattolica celebrava l'Anno Santo della Redenzione, e tra le altre iniziative giubilari san Giovanni Paolo II volle fissare un raduno giovanile per la domenica delle Palme. Sono state tutta una festa, queste Giornate Mondiali della Gioventù della Misericordia, fin dai primi momenti, fin da quando lo hanno accolto, alla cerimonia ufficiale di arrivo, giovedi 28, con le bandiere nazionali svolazzanti. Tenuto conto dei dati forniti dalle autorità al termine di ogni raduno, si stima - in questi tredici incontri internazionali - una presenza di giovani superiore ai 20 milioni.

-Le parole del Papa sono molto forti: "Dov'è Dio?". Proprio per questo, ha rimarcato il Pontefice, "affezionarci alla tristezza non è degno della nostra statura spirituale", è "un virus che infetta e blocca tutto, che chiude ogni porta, che impedisce di riavviare la vita, di ricominciare". "Anche oggi possiamo correre il rischio di stare a distanza da Gesù perché non ci sentiamo all'altezza, perché abbiamo una bassa considerazione di noi stessi". "Quanto è difficile accogliere davvero Gesù, quanto è duro accettare un "Dio, ricco di misericordia", dice Francesco. Dio ci ama così come siamo, e nessun peccato, difetto o sbaglio gli farà cambiare idea. "Io non ho né oro né argento, ma porto ciò che di più prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo!".

"La vita non va chiusa in un cassetto". "Davanti a Gesù non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice "messaggino"!", esclama. "Non abbiate paura di dirgli "sì" con tutto lo slancio del cuore". "Non lasciatevi anestetizzare l'anima, ma puntate al traguardo dell'amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un "no" forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi". Le quattordici stazioni erano precedute da un piccolo filmato che raccontava un'opera concreta di misericordia, con riflessioni molto attuali e interessanti. Non abbiate timore, ricorda Francesco ai giovani, "potranno giudicarvi dei sognatori, perché credete in una nuova umanità, che non accetta l'odio tra i popoli, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti". "Non scoraggiatevi: col vostro sorriso e con le vostre braccia aperte voi - ha scandito il Papa - predicate speranza e siete una benedizione per l'unica famiglia umana, che qui cosi' bene rappresentate". "Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano".

"Installate bene la connessione più stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi. E quella gioia che gratuitamente avete ricevuto da Dio, gratuitamente donatela (cfr Mt 10,8), perché tanti la attendono!".

Papa Francesco scuote le coscienze anche con i suoi silenzi, visitando oggi a piedi, senza dire una parola, con i giovani, i lunghi viali di Auschwitz e Birkenau, richiamando al valore della memoria, necessaria per riflettere sull'immensità del male. Dio benedica i sogni di pace, perché la pace non è un sogno, ma qualcosa che si costruisce giorno per giorno, indossando scarponcini pesanti per camminare per le strade della vita, con un solo canto che faccia da colonna sonora per le nostre scelte e le nostre azioni: "Gesù, confido in te".

"Per Gesù - ce lo mostra il Vangelo - nessuno è inferiore e distante, nessuno insignificante, ma tutti siamo prediletti e importanti: tu sei importante!", ha detto il Papa, parlando in italiano e seguito peraltro dai ragazzi grazie a una app di traduzione simultanea sullo smartphone.

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