Dacca, identificato il mandate

Strage di Dacca, la polizia: “Identificato il mandante: Tamin Chowdhury leader e finanziatore di gruppo islamista”

A poco meno di un mese dal massacro strage di Dacca in cui morirono 22 persone tra cui nove italiani la polizia di Bangladesh, secondo quanto riportano i media locali, sostiene di aver identificato il mandante della strage. Ora è caccia a Chowdhury che si troverebbe ancora in Bangladesh dopo essere tornato dal Canada tre anni fa. A permettere la svolta investigativa è stato un raid condotto quattro giorni fa dalla polizia in un quartiere di Dacca, durante il quale sono stati sequestrate prove che hanno permesso di identificare il regista dell'attacco nel ristorante della capitale, si legge sui media indiani.

Ha lasciato il Canada nel 2013, Tamin Ahem Chowdhury, alias sceicco Abu Ibrahim al-Hanif, il cittadino canadese di circa 35 anni considerato da molti esperti di terrorismo il capo dello Stato Islamico in Bangladesh. Chowdhury, ancora latitante, sarebbe leader di una fazione particolarmente feroce di Jamaat-ul-Mujaheddin Bangladesh, o Jmb, il gruppo ultra-islamista fondato nel 1998 e al bando dal 2005, ritenuto responsabile di decine di omicidi di stranieri o esponenti delle minoranze religiose bengalesi. L'attentato è avvenuto a Sholakia, nel nord del Paese, una settimana dopo la strage di Dacca quando uomini armati hanno assaltato un raduno di 250mila fedeli che festeggiavano la fine del mese sacro del Ramadan. Avrebbe inoltre procurato armi, esplosivi, denaro, istruzioni e persino il nascondiglio a nove miliziani scoperti ed eliminati tre giorni fa dalle teste di cuoio a Kalyanpur, sobborgo sud-occidentale della capitale.

È proprio attraverso la confessione ceduta in un interrogatorio da un integralista arrestato nel blitz, il venticinquenne Rakibul Hassan, che gli inquirenti sono risaliti al nome di Tamim Chowdhury. "Chowdhury è il mandante dei due attentati".

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