Caso Regeni: Italia blocca forniture per F16 egiziani

Uno degli F16 dell’esercito egiziano

Italia contro Egitto. Il caso Regeni continua ad avere i suoi strascichi sulle vicende politiche del nostro Paese e nei rapporti con Il Cairo.

"È sconcertante vedere escludere l'Egitto dalla fornitura di pezzi di ricambio dei velivoli F-16, come prevede l'emendamento del relatore Sangalli che quest'Aula è chiamata a votare". A manifestare soddisfazione per l'approvazione dell'emendamento isieme al Pd è stato anche il gruppo di Sinistra Italia.

Il dl di proroga delle missioni internazioni ha poi ricevuto il via libera del Senato con 158 voti favorevoli, 30 voti contrari e 12 astenuti. Ma in aula il dibattito è stato tutt'altro che moderato: diversi esponenti dell'opposizione hanno infatti contestato il provvedimento giudicandolo un regalo agli estremisti che vogliono destabilizzare il Paese. Secondo Latorre "ciò che facciamo è un atto che vuole sollecitare questo obiettivo senza compromettere alcun tipo di relazione". "Io sono casualmente informato della cosa, e approfitto per informare che le forniture non sono state consegnate ma i pezzi di ricambio sono imballati in porto di Taranto", ha specificato però Latorre. Nel provvedimento, ad esempio, si prevede un finanziamento di oltre 250 milioni per le attività della Coalizione anti-Daesh in Iraq (e che vedrà impegnato un contingente italiano a protezione della diga di Mosul) mentre supera i 70 milioni lo stanziamento per la missione Ue nel Mediterraneo Eunavfor Med in merito alla quale, nel testo, si prevede anche un'attività di addestramento della guardia costiera libica. Il governo egiziano è "insoddisfatto" dalla decisione italiana e ha incaricato l'ambasciatore a Roma di riferire un messaggio "significativo" alla Farnesina. Chi lo ha ucciso?

Si tratta del primo segnale forte che arriva dall'Italia nei confronti del Cairo.

Evidentemente per il partito di Berlusconi conoscere la verità sul caso Regeni non è una priorità, pur affermando che sia un diritto dell'Italia. Renzi e chi ha votato questo emendamento da che parte stanno? La mancanza di pezzi di ricambio renderà più difficoltoso l'utilizzo degli F-16 nelle operazioni militari nel Sinai settentrionale, dove il governo del presidente-generale Abdel Fatah al Sisi ha da tempo ingaggiato una lotta senza quartiere contro i gruppi terroristici di matrice islamista responsabili, tra le altre cose, dell'attentato al volo Metrojet 9256 precipitato il 31 ottobre 2015 per una bomba esplosa a bordo dopo il decollo dalla nota località turistica Sharm el Sheikh.

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