Rapporto Symbola, ecco la geografia della cultura italiana

Rapporto Symbola ecco la geografia della cultura italiana

A raccontarlo, il Rapporto 2016 "Io sono cultura - l'Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi", elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere con l'assessorato alla Cultura della Regione Marche e Sida Group, presentato a Roma alla presenza del ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini. Dal rapporto emerge un Paese che è già proiettato nel domani, che crede nelle sue forze e nelle sue capacità, consapevole che la sua cultura dalle radici antiche è oggi un importante volano per la crescita.

Passando alle Regioni, sul podio alla classifica per incidenza del valore aggiunto di cultura e creatività sul totale dell'economia, si piazzano Lazio (prima in classifica con l'8,9%), Lombardia (7,5%) e Piemonte (7,1%); quarta la Valle d'Aosta (6,6%) e quinte le Marche (6,2%). Gli 89,7 miliardi, quindi, ne 'stimolano' altri 160,1, per arrivare a quei 249,8 miliardi prodotti dall'intera filiera culturale, il 17% del valore aggiunto nazionale, col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano.

"I dati illustrati ci confortano nel proseguire un impegno che la giunta regionale si era presa dall'insediamento - aggiunge Pieroni - una scelta precisa di investimento economico e sociale considerare la cultura e il turismo culturale assi strategici attorno ai quali ruota e si rilancia lo sviluppo economico e l'incremento occupazionale".

Regione Marche prima per spesa turistico-culturale.

Le Marche hanno perciò puntato di più rispetto ad altre regioni sulle industrie culturali e creative e più si sono specializzate per valore aggiunto e occupazione del Sistema Produttivo Culturale e Creativo: nel 2015, sia per valore aggiunto (2,2 miliardi di euro, 6,2% di incidenza sul totale dell'economia regionale contro una media nazionale del 6,1%), che per occupazione (42,2 mila unità, 6,6% di incidenza sul totale della locale economia contro il 6,1% italiano), il territorio si colloca sempre al di sopra della media nazionale. Ma Arezzo sembra essere la 'superstar' delle province toscane: è seconda in Italia, dietro la capolista Milano, per incidenza dell'occupazione dovuta a cultura e creatività. Nel Lazio, infatti, la cultura frutta l'8,9% della ricchezza prodotta dal totale dell'economia regionale, ossia 14,7 miliardi di euro. Solo sesta Firenze (7,5%,). "Si tratta di un insieme di imprese che ha compreso l'importanza di investire in professionalità culturali e creative per competere sui mercati, veicolando la bellezza e lo stile che il mondo ci invidia". Quello che stiamo facendo va in questa direzione. Il sistema produttivo culturale e creativo Il Rapporto scandaglia il sistema produttivo culturale e creativo fatto di musei, gallerie, festival, beni culturali, letteratura, cinema, performing arts, architettura, design e comunicazione, ma anche tutte quelle attività produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività che nello studio definiamo creative-driven.

La crescita di peso del settore nel periodo 2011/2015 è dovuta soprattutto alla componente più direttamente legata alle attività culturali e creative. Staccato il Mezzogiorno, che dalle industrie culturali produce il 4,3% della sua ricchezza.

Considerando la dinamica dei settori, il Rapporto sottolinea che nel periodo 2011-2015, le performance più rilevanti sono quelle connesse al design (+10,8% per valore aggiunto e +13,8% per occupazione), alle produzioni creative-driven (+5,4% per valore aggiunto e +1,4% per occupazione), al videogame (+3,7% per valore aggiunto e +1% per occupazione), alla musica (+3,0% per valore aggiunto).

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