Contrordine, vince Brexit. Inglesi fuori dalla Ue. Panico nei mercati

Media sondaggi Brexit avanti di 1 punto

Nel frattempo gli ultimi sondaggi online pubblicati nella notte si dividono: per l'Istituto Opinium la Brexit sarebbe al 45%, il Remain al 44% mentre gli indecisi il 9%. Un sondaggio di Comres per il quotidiano euroscettico Daily Mail e l'emittente ITV News da' un comodo vantaggio all'opzione favorevole alla permanenza nell'Ue (48%, contro il 42% per la Brexit); ma rileva che l'11 per cento degli intervistati a poche ore dall'apertura dei seggi era ancora indeciso.

Intanto crolla la sterlina, che è passata dal 1,50 nei confronti del dollaro - valore più alto del 2016 - a quota 1,3305 dollari, il minimo da 31 anni, affondando di oltre il 10%.
In vista della Brexit crollano i futures sull'avvio della Borsa di Londra: a tre ore dall'apertura le rilevazioni Bloomberg vedono l'indice Ftse 100 in calo del 7,4%.

Ieri alla vigilia del voto si sono moltiplicati gli appelli al 'Remain', con l'estremo avvertimento di Jean Claude Juncker al Regno Unito.

David Cameron "resterà primo ministro e darà seguito alla volontà del popolo britannico", aveva detto il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, secondo un tweet della Bbc, poi l'annuncio del premier in cui comunica che lascerà la guida del governo. "Quindi - ha ribadito l'ex premier lussemburghese, a margine di un incontro con il neo-cancelliere austriaco Christian Kern - non ci sarà alcun tipo di rinegoziazione, né sull'accordo trovato in febbraio né per quanto riguarda la negoziazione di altri trattati". E gli effetti sui mercati ai sono farti subito sentire. A Bruxelles, alle 8 del mattino, è stata fissata una riunione straordinaria della Conferenza dei presidenti del parlamento europeo con il presidente dell'Assemblea, Martin Schulz. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Anche il partito conservatore, di cui Cameron è massima espressione, ha spinto per il referendum. Sarebbe peggio, perché sarebbe la scelta sbagliata.

La Gran Bretagna gira le spalle all'Europa.

Una delle "molle" che ha determinato l'insofferenza inglese nei confronti dell'Europa è la grande quantità di immigrati europei che ogni anno entrano in UK e che, in tempo di crisi economica come quella attuale, sono sempre più malvisti e accusati di "rubare" lavoro, assistenza e welfare ai cittadini britannici. Al momento è davvero complicato immaginare quelli che saranno i nuovi scenari e cosa potrebbe succedere dopo la possibile uscita della Gran Bretagna dall'Europa. In un intervento nel centro di Londra, il leader euroscettico ha puntato il dito contro l'Unione europea, definendola "cartello del grande business" che tarpa le ali all'economia del Regno Unito; e prevede la dissoluzione inarrestabile dell'Unione: "Anche se noi scegliessimo Remain, saranno la Danimarca o l'Olanda a votare per lasciare la Ue". "Il 23 giugno passerà alla storia come Independence Day".

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