Risultato elezioni Milano, ballottaggio tra Sala e Parisi

Risultato elezioni Milano, ballottaggio tra Sala e Parisi

Un pezzo della rivoluzione arancione non c'è più. "Renzi disse che per perdere a Milano il Pd doveva sbagliare un rigore".

Matteo Renzi ha un problema che si chiama Milano.

Se poi si pensa che l'elettorato milanese vuole un cambio di rotta, allora vuol dire che nemmeno l'esperienza di Pisapia è stata ritenuta soddisfacente.

Le dichiarazioni di Stefano Parisi: "Siamo molto contenti di quello che sta accadendo, il candidato di centrosinistra sta sotto le previsioni". "Sala resta un buon candidato che di certo non incanta le folle". Probabilmente si andrà a votare più nel tardo pomeriggio che nella mattinata, ma è ancora presto per trarre le conclusioni del caso. Se nel centrosinistra si respira un'aria di delusione e Sala parlerà solo nel pomeriggio, nel centrodestra c'è "euforia" per "un risultato straordinario", come ha subito detto Parisi. Del resto la lista civica per Sala è arrivata a un abbondante 7%, doppiando quella di Parisi, ferma al 3,5%. Tutti parlano di grande successo, ma gli interessati pare che non abbiano ancora portato le documentazione a conferma del successo e dei conti a posto.

(© Ansa) L'albero della vita di Expo.

Il centrosinistra avanti, il centrodestra che segue di poco. Il centrodestra, diviso praticamente in ogni luogo, a Milano si è riunito attorno alla candidatura di Stefano Parisi. Un discorso simile vale anche per i grillini. Resiste in centro, dove vince con il 45, 17 (il primo partito è il Pd con il 31,75 %). Parisi ha recuperato con merito, avendo saputo tenere abilmente a bada, o nascosta, la componente aggressiva e sempre più xenofoba della Lega di Matteo Salvini. Credo che dentro questa nostra disponibilità, di noi quattro, a confrontarci ci sia anche il frutto dell'affluenza dei romani con le persone rimotivate a partecipare. I primi, nonostante Rizzo continui a temporeggiare e a chiedere a Sala maggiori impegni sui temi delle periferie e del lavoro, è molto probabile che alla fine finiscano all'ex commissario di Expo. "La mia lettura è diversa". Ex presidente di Chili Tv, ha lavorato in Fastweb e ricoperto incarichi nei governi dell'ex Cavaliere, ha collaborato con l'ex sindaco di Milano ed è stato direttore generale di Confindustria. Al punto che ieri ha rotto la (fragile) tregua sparando contro Gelmini. La sinistra è apparsa capace di governare, e di farlo con coraggio. "E il risultato non era scontato". Perché testimonia che l'assetto socio economico che per tanti anni è stato l'architrave della città non è del tutto usurato, ma solo indebolito. Un traguardo che sembrerebbe premiare la scommessa di Berlusconi.

Poi lancia un assist ai 5 stelle.

"Sono profondamente milanese e ho un amore incredibile per questa città" e quella di candidarmi a Palazzo Marino è una scelta "che ho meditato tanto". "È un uomo capace, ha una dialettica brillante, è positivo, sorridente, non ha qualità banali". A loro dico: "votate secondo coscienza ma guardate alle differenze tra i programmi".

Correlati:

Commenti


Altre notizie