Davigo, orribile prassi Csm "uno a me, uno a te"

Davigo da Csm prassi orribile su nomine

"Bisogna usare agenti infiltrati" - Il nuovo Codice appalti "è tutta roba che non serve a niente", ha spiegato il presidente dell'Anm al convegno dei giovani di Confindustria.

"Fa bene al cuore leggere le dichiarazioni del dottor Davigo sulla nuova legge per gli appalti: non serve a niente!"

E ancora, Davigo chiarisce la sua posizione sull'Autorità nazionale anticorruzione. Una difesa d'ufficio che tradisce una certa insofferenza da parte di togati e "laici" verso una denuncia che Davigo ha esplicitato a modo suo, ma molti altri hanno da tempo segnalato.

Il tema della corruzione è centrale nel discorso del presidente Anm, che torna a parlare di politica. Lo precisa il presidente dell'Anm Piercamillo Davigo in merito alle parole sulle nomine al Csm. L'ANSA conferma le parole di Davigo, per altro pronunciate davanti a un centinaio di magistrati nell'aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano.

"Cosa farebbe per prima cosa se diventasse lei il ministro della Giustizia?"

"Io non farò mai politica". A chi, tra i magistrati presenti, gli ha fatto notare che "la giunta deve fare qualcosa" per fermare "queste scelte lottizzate che fanno inorridire", ha risposto: "L'unica misura è pretendere dal Csm la massima trasparenza e, quindi, che venga messo in 'intranet' tutto quello che è in valutazione, il fascicolo personale di chi fa domanda".

"I magistrati non sono capaci di fare politica", continua poi Davigo. Questo perché "non serve alzare le pene se non si sa a chi darle".

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