Stepchild adoption a Torino "Ora è mia figlia anche per legge"

Stepchild Adoption il sì della Corte d’Appello di Torino a due coppie

La Corte d'Appello di Torino ha detto "si" alle richieste di "adozione incrociata" due coppie lesbiche: dopo un "no" in primo grado, la coppia ha presentato un ricorso in appello ed ha vinto.

Due sì alla stepchild adoption. Il secondo caso è quello di due donne, insieme dal 2007 (nozze nel 2014 in Danimarca), che volevano adottare le rispettive figlie nate con inseminazione artificiale di 7 e 5 anni.

I giudici della sezione Minorenni hanno quindi deliberato che due donne potranno adottare i figli delle rispettive partner.

Il sostituto procuratore generale Giulio Toscano aveva espresso parere favorevole in udienza per tutte le coppie, in quanto il codice gia' prevede questa possibilità semplicemente applicando la norma prevista "in casi particolari", ovvero l'opportunità di adozione anche da parte di qualcuno che non sia un genitore biologico: "Non c'è uno stato di abbandono, esiste un forte legame affettivo, sono già una famiglia".

Le motivazioni dei giudici - "Si impone, assai semplicemente, la tutela di una situazione di fatto". "Di qui l'iniziativa referendaria per abrogare la prima parte della legge".

Alla faccia della Cirinnà e delle cautele di alcune forze politiche: la stepchild adoption è realtà. Soddisfatta invece la responsabile Diritti della segreteria nazionale del Pd Micaela Campana: "Si tratta di una decisione che consentirà ai minori di vedersi tutelati nella loro sfera familiare come soggetti di diritto". Le due sentenze richiamano inoltre pronunce della Corte europea dei diritti dell'Uomo e quella del 9 febbraio 2015 della Cassazione italiana in cui si afferma che il concetto di "vita familiare" deve essere "ancorato ai fatti" e "nessun rilievo può avere la circostanza che il nucleo sia formato da un'unione affettiva eterosessuale o tra persone dello stesso sesso". Ambe due i nuclei familiari sono ora riconosciuti anche legalmente. Cosi la Corte d'appello di Torino (presidente Carmen Mecca, giudice estensore delle sentenze Federica Lanza) ha motivato il via libera alla richiesta di stepchild adoption. Secondo il legale la sentenza "è un'ottima cosa, perché sgombera il campo da questioni ideologiche, ribadendo che c'è un nucleo familiare".

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