"No ai licenziamenti". A Roma e Palermo nuova mobilitazione dei lavoratori Almaviva

Enrico Mentana

I lavoratori a Roma hanno chiesto al sottosegretario di Stato della presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti di ricevere una delegazione in mattinata a Palazzo Chigi per un confronto. A deciderlo sono state le segreterie nazionali e territoriali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil. Se lunedì al Mise non si dovesse raggiungere un accordo, torneremo a Palermo e porteremo avanti altre azioni di lotta.

Con la manifestazione di oggi a Roma i sindacati sollecitano al governo risposte concrete.

Oggi giornata di mobilitazione nazionale per Almaviva in piazza SS. Apostoli a Roma e a Palermo in contemporanea un sit-in unitario davanti alla Prefettura "per dire no ai licenziamenti che scatteranno se entro il 5 giugno non si troverà una soluzione".

"Il ministero ha proposto di affrontare i prossimi mesi con un mix di ammortizzatori sociali, previsti dal Jobs Act, che, complessivamente, potrebbero coprire fino a trentasei mesi continuativi: sei mesi di contratto di solidarietà in deroga (tipo B), dodici di cassa integrazione finanziata attingendo al fondo speciale per i call center (di 11 milioni), dodici di contratto di solidarietà con il fondo residuale (FIS), sei di cassa integrazione con il fondo residuale (FIis)", rileva Vitale.

L'azienda Almaviva affida ad un comunicato stampa il commento di questi giorni frenetici di protesta dei dipendenti per evitare il licenziamento.

Si chiede, inoltre, l'istituzione di un osservatorio, composto da Governo, azienda e sindacati, che svolga attività continua di monitoraggio, sulla situazione Almaviva in sede ministeriale, garantendo il mantenimento delle commesse in corso negli attuali siti operativi, con l'impegno aziendale di inserimento prioritario di nuove commesse nei siti a maggior percentuale di contratti di solidarietà.

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