Elezioni, scuole chiuse il 1 giugno. I presidi protestano

Elezioni, la protesta dei presidi:

Ma invano. Per i seggi elettorali ci sono scuole che chiudono fin troppo in anticipo. "Meglio trovare sedi diverse dalle aule scolastiche" ha detto Giorgio Rambado, il presidente dell'associazione. Da oggi fino al primo giugno, poi il 2 è festa nazionale, il 3 gli istituti scolastici che sono sedi elettorali vanno consegnate agli uffici comunali, che le restituiscono ai loro naturali fruitori solo il 7 giugno, appena in tempo per l'ultimo giorno di scuola.

Per i presidi, si tratta di una chiusura anticipata che influisce sulla preparazione dei ragazzi, in particolar modo di chi dovrà sostenere gli esami di Stato e quelli di terza media, nonché sulle famiglie dei più piccoli che cercheranno nel settore privato soluzioni per tenere occupati i propri figli: l'offerta di campi scuola - spesso a prezzi esorbitanti - è conseguementemente cresciuta in modo esponenziale. Le tariffe sono significative: 150 euro a settimana, nel migliore dei casi, ma si può facilmente arrivare a 300 e più. Il Miur - tralasciando del tutto la possibilità di ballottaggi - le ha fissate al 17 giugno. Che forse in tanti, troppi salteranno. "Le chiusure per gli appuntamenti elettorali - protestano i presidi - negano agli studenti il diritto all'istruzione".

Da quanto si legge nel decreto del Miur il motivo di questo cambiamento per la data della prova invalsi di terza media 2016 sta nel fatto che il 19 giugno potrebbero esserci i ballottaggi delle elezioni amministrative, quindi nei giorni precedenti (17 compreso) in alcune scuole dovrebbero svolgersi le operazioni propedeutiche al ballottaggio, cosa che renderebbe difficile lo svolgimento regolare della prova nazionale invalsi.

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