Il Fmi: Italia, bene le riforme. Ripresa modesta (Corriere della Sera)

FMI alza stime PIL, ma l'Italia deve proseguire sulla strada delle riforme

"Sullo sfondo di rigidita' strutturali - rilevano i tecnici del Fmi - e di una domanda contenuta, si prevede una crescita dell'1,1% quest'anno e di circa l'1,25% nel 2017-18", contro l'1,1% indicato ad aprile. "I rischi sono orientati al ribasso, legati tra l'altro alla volatilita' dei mercati finanziari, al rischio Brexit, all'emergenza immigrazione ed ai venti contrari generati dal rallentamento delle attivita' commerciali a livello mondiale". Quanto al mercato del lavoro, dopo il Jobs Act "che dovrebbe generare cambiamenti significativi del mercato del lavoro", il Fondo invita l'Italia a concentrare l'attenzione "sulla modernizzazione del sistema della contrattazione collettiva", garantendo "un'efficace contrattazione di secondo livello che rafforzi il legame tra salari e produttività". Lo scenario della crescita italiana di medio termine c'è ma è comunque modesto, si afferma nella "lettera" consegnata al governo italiano, e comporta un ritorno ai livelli produttivi pre-crisi solo verso la metà degli anni 2020.

Inoltre, continua l'Fmi, "la crescita nominale potrebbe essere troppo debole per risolvere stabilmente le fragilita' finanziarie ed i bilanci potrebbero continuare a costituire una fonte di vulnerabilita', poiche' il loro risanamento richiederebbe un periodo prolungato". E gli ispettori danno atto di un elenco di iniziative di riforma "impressionante". Dal settore istituzionale alla pubblica amministrazione, dal settore fiscale al mercato del lavoro e al comparto bancario. "Importante il sostegno politico alle riforme". Secondo il Fondo è necessario "procedere con maggiore decisione alle riforme strutturali, anche nel settore fiscale". L'altra calda raccomandazione all'Italia degli esperti di Washington riguarda la necessità di "rafforzare la capacità delle banche di sostenere la ripresa" proseguendo con gli interventi di miglioramento del quadro giuridico per il credito. Sul terreno della previdenza, infine "è importante non compromettere la sostenibilità del sistema pensionistico" osserva la lettera. Per l'Fmi, inoltre, "un ampliamento delle basi imponibili, comprensivo della razionalizzazione delle relativamente alte spese fiscali (tax expenditures) costituirebbero un ulteriore passo nella giusta direzione".

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