Mercato unico digitale, la Ue vara le misure contro il geoblocking

La Ue verso il mercato unico digitale. Escluse per ora app e musica

Il punto forte che emerge nella revisione della direttiva è che, per puntare a una creatività più marcatamente europea, le emittenti tv europee dovranno continuare a dedicare circà la metà della programmazione a lavori europei e subentrerà l'obbligo, per i fornitori di servizi on-demand, di assicurare nei loro cataloghi la presenza di contenuti europei per almeno il 20% del totale, garantendo in generale una buona prominenza dei contenuti europei nelle loro offerte. La proposta riserva anche la possibilità ai singoli Stati di imporre un "contributo" ai servizi on demand per finanziare le produzioni europee, con l'intento di difendere il pluralismo dei media e l'indipendenza dei regolatori audiovisivi. È quanto ha ammesso il vicepresidente della Commissione Ue al mercato unico digitale Andrus Ansip riconoscendo un annacquamento delle intenzioni iniziali, "non è la proposta più ambiziosa ma vogliamo raggiungere scopi concreti, per questo sono pronto al compromesso".

Le nuove regole Ue dedicano anche grande attenzione alle piattaforme come Youtube e simili responsabili per la condivisione di video e alla protezione dei minori. E' il nuovo pacchetto di misure adottato oggi dalla Commissione Ue per avanzare nella creazione di un vero e proprio mercato unico digitale europeo.

Per far sì che le misure siano efficaci e orientate al futuro, la Commissione inviterà tutte le piattaforme per la condivisione di video a collaborare nell'ambito dell'Alliance to better protect minors online (Alleanza per una migliore tutela dei minori online), al fine di elaborare un codice di condotta per il settore.

I regolatori nazionali del settore audiovisivo non si occuperanno semplicemente di autoregolamentazione, ma avranno il potere di far rispettare le norme, che, a seconda di quanto previsto dalle legislazioni nazionali, potranno anche comportare delle sanzioni. Per questo Bruxelles propone di eliminare dall'anno prossimo il "geoblocking", ovvero il meccanismo che attualmente limita la ricerca di prodotti e servizi acquistabili online alle pagine web del Paese di provenienza degli utenti, impedendo loro di cercare prezzi più convenienti su siti stranieri.

"La discriminazione tra consumatori dell'UE basata sull'obiettivo di segmentare i mercati lungo i confini nazionali non ha posto nel mercato unico", ha detto Bienkowska.

In una proposta collegata, la Commissione ha invitato a rendere più conveniente la consegna dei pacchi transfrontalieri attraverso l'introduzione di una maggiore trasparenza dei prezzi e promuovendo la concorrenza.

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