Antitrust: "Vaccini mercato da 300 milioni, intervenire sui monopoli"

L'Antitrust sui vaccini: serve più trasparenza per un mercato da 300 milioni l'anno

L'indagine conoscitiva dell'Antitrust su "I mercati dei vaccini a uso umano", in particolare su quelli considerati essenziali perché qualificati come obbligatori o raccomandati dai piani nazionali, punta i riflettori su questo delicato mercato.

Per quanto non emergano "comportamenti collusivi espliciti" tra società farmaceutiche, secondo Andrea Pezzoli (nella foto sopra), direttore generale dell'Authority, ci sono "varie criticità sul piano della concorrenza, alcune riconducibili alla più generale struttura dell'industria vaccinale e ancor più del settore farmaceutico nel suo complesso, altre proprie della situazione italiana". Siamo in presenza, afferma l'Autorità, di un mercato mondiale di "oltre 20 mld dominato da un oligopolio di 4 imprese multinazionali".

Il nostro Servizio sanitario nazionale spende circa 300 milioni di euro l'anno per l'acquisto dei vaccini, con prospettive di raddoppio a breve con l'approvazione del nuovo piano di prevenzione vaccinale. Emblematici i casi dei vaccini anti-papillomavirus e di quelli esavalenti, rispettivamente la terza e seconda voce di spesa vaccinale a carico del Ssn (23 e 75 milioni di euro).

Nel caso dei vaccini anti-pneumococcici, prima voce di spesa vaccinale pubblica (84 mln) si è registrata invece una situazione di assoluta prevalenza di un prodotto, Prevenar 13 di Pfizer, preferito dalle stazioni appaltanti in quanto offre una copertura vaccinale per più ceppi sierotipici rispetto al prodotto concorrente, il Synflorix di GlaxoSmithKline.

A limitare la concorrenza, poi, il fatto che si è in alcuni casi "in assenza di decisioni ufficiali sull'eventuale equivalenza medica (da cui dipende la sostituibilità commerciale) di vaccini con coperture sierotipiche diverse" il che produce "il perdurante monopolio di un prodotto, che, pur a fronte di volumi di vendita crescenti e garantiti nei confronti del SSN, ha aumentato negli anni i propri prezzi" osserva l'Agcm.

"Due - ribadisce - le principali raccomandazioni dell'autorità alla luce dei risultati emersi dall'indagine: la necessità che le autorità competenti adottino posizioni chiare e trasparenti sia sull'inclusione dei vaccini nei Piani nazionali, sia in tema di equivalenza medica, e un invito alle stesse, quando ragionano di equivalenza terapeutica, a sfruttare tutti gli spazi per favorire un confronto concorrenziale".

Dato che almeno una parte dei vaccini sono farmaci di fascia C, quindi interamente a spese del cittadino, l'Antitrust propone di includerli nelle classi di rimborso (A o H) affinché i prezzi siano contrattati preventivamente con l'Agenzia del farmaco (Aifa).

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