Francia, proteste contro il jobs act: sgomberi nelle raffinerie occupate

Francia tra lo spettro del razionamento e il conflitto sociale

Non si ferma la protesta contro la riforma del lavoro in Francia, dove adesso il carburante comincia a scarseggiare per i blocchi delle raffinerie.

Continuano le tensioni in Francia a causa del jobs act. ieri erano circa 1600 le stazioni di servizio bloccate in tutto il Paese.

La CGT (Confédération générale du travail) fa sul serio: dopo l'approvazione da parte del governo della riforma del lavoro i leader del più importante sindacato francese non sotterrano l'ascia di guerra.

Stamattina la polizia ha usato gli idranti e i gas lacrimogeni per disperdere i lavoratori che picchettavano la fabbrica di Fos-sur-Mer, vicino a Marsiglia. "L'operazione delle forze di sicurezza è stata costellata di incidenti e da entrambi i lati sono segnalati feriti", ha affermato il segretario del sindacato Cgt Philippe Martinez, accusando il governo di fare "un gioco pericoloso".

Per il presidente francese Francois Hollande il "blocco" delle raffinerie e depositi di carburante è "una strategia supportata da una minoranza" che si oppone al disegno di legge sul lavoro. "La situazione è intollerabile e continueremo ad evacuare i siti e i depositi bloccati da questa organizzazione". "Lo Stato sta dando prova di grande determinazione, tutti i siti saranno sbloccati". Dal canto suo Michel Sapin, ministro delle finanze, ha parlato di "azioni illegittime", mentre il Medef, la Confindustria francese, in una nota ha chiesto al Governo "di ristabilire urgentemente lo stato di diritto e garantire a imprenditori e dipendenti di poter lavorare". "Basta, e' insopportabile vedere queste cose", e' sbottato il premier un'intervista all'emittente radiofonica Europe 1; e ha aggiunto che esattamente come le forze dell'ordine hanno liberato l'accesso alle installazioni petrolifere di Fos-sur Mer, "libereranno altri centri".

Giovedì 26 maggio intanto la loi travail arriva in Senato (dopo l'ok, senza voto, dell'Assemblea nazionale) e sono annunciate nuove mobilitazioni, sia dei sindacati che degli studenti e del movimento Nuit Debout. L'idea di uno scontro frontale è vecchia, antica, da conservatori.

Total ha attivato per oggi un servizio straordinario per le consegne di gas mettendo su strada 800 autocisterne.

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