Bonus bebè, proposta di raddoppio

Non solo: il ministro ha rilanciato il 'Patto con le famiglie' perché, ha spiegato, "ogni euro che mettiamo o lasciamo in tasca alle famiglie, nell'ambito di un quadro di misure chiare e organiche, ritorna allo Stato in termine di nuove nascite, spinta propulsiva, consumi, crescita e sviluppo del Paese". Prioritario, hanno osservato, è uno sguardo complessivo sugli strumenti di welfare, e non una o l'altra ipotesi le quali, al momento, restano tali. Il punto, però, è sempre lo stesso: "con gli annunci non si cambia il Paese", ha aggiunto il segretario generale Barbagallo. I dati ISTAT, anche se provvisori, indicano che ci siamo fermati a quota 488mila contro i 561mila del 2010, di cui il 20% circa sono figli di coppie immigrate. I soldi vanno trovati, conclude, "perche' ne va del nostro futuro".

Buone notizie per le neo mamme sul fronte bonus bebè: l'assegno potrebbe raddoppiare ed essere ancora maggiore per il secondo figlio. Intanto, vediamo la proposta del Ministro Lorenzin che comunque ha già incassato il sostegno del governo che in una nota parla del raddoppio del bonus bebè come una delle ipotesi in campo. L'idea di base è quella di far convogliare tutte le norme e le politiche legate alla famiglia in un Testo Unico, da approvare entro l'anno. "Potenziare e rafforzare il bonus bebè rappresenta la direzione giusta e una misura-chiave per riavviare il motore delle nascite in Italia" ha dichiarato Enrico Costa, ministro per gli Affari regionali. Curiosamente, la cifra finale (quella doppia e raddoppiata, intendiamoci...) è molto vicina al costo di mantenimento dei figli stimata nel Rapporto CISF 2009, che indicava necessari poco più di 300 Euro al mese per garantire la sopravvivenza di un bambino, da zero fino a cinque anni: cibo, vestiti, generi di prima necessità, un tetto sulla testa.

Lorenzin ha fatto due progetti, uno meno costoso per lo Stato e uno più impegnativo, quasi da Paese nord europeo. Attualmente, come noto, il bonus spetta per le nascite e le adozioni tra il 1 ° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.

Nel progetto di Lorenzin la durata del bonus è portata fino al 2020: se la novità dovesse essere inserita nella manovra finanziaria del 2017, come prevedibile, si potrà godere del bonus bebè fino al compimento del 5° anno di età del figlio. È passato un mese dalla sentenza del tribunale di Bergamo e il governo non ha fatto sapere se e come intende adeguarsi. Questo vuol dire servizi di accudimento a costi accessibili fino ai tre anni, ma anche attività rivolte ai bambini più grandi (fino almeno ai 14 anni) negli orari e periodi dell'anno in cui le scuole sono chiuse.

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