Primarie Usa: Sander-Clinton, stavolta è pari

Presidenziali Usa si riduce il vantaggio di Clinton su Trump

I candidati democratici alle presidenziali Usa Hillary Clinton e Bernie Sanders si sono aggiudicati uno stato a testa nel turno di primarie che si è tenuto ieri, segno evidente della spaccatura nel partito nella corsa al voto di novembre. Al miliardario mancano meno di 100 delegati per raggiungere la nomination mentre cresce la tensione in casa democratica per le conseguenze del "caso Nevada". Secondo la Cnn, Clinton ha ricevuto il 46,7 per cento dei voti, mentre Sanders ha ottenuto il 46,3 per cento.

Se si guarda nel dettaglio, fra gli afroamericani Hillary precede l'avversario di ben 75 punti percentuali, fra gli ispanici il gap resta ampio: 65% dei consensi per Clinton contro il 28% di Trump.

Gli assi nella manica che si sta giocando Trump in questi giorni rivelano che si sta già comportando da candidato a tutti gli effetti. Di sicuro aveva bisogno d'una vittoria, non per ragioni numeriche - pochi i delegati in palio, suddivisi proporzionalmente, e non avrebbero alterato il suo vantaggio nel conto alla rovescia verso la nomination.

Sanders continua a dare filo da torcere a Hillary, che perde in Oregon e vince solo di un soffio in Kentucky dopo un lungo testa a testa. E questo arriverà il 7 giugno, in sei stati tra i quali il New Jersey e proprio la California, dove Sanders spera di mobilitare le correnti liberal presenti con forza nello stato e che potrebbero essere sensibili alla sua agenda radical-progressista, sanità pubblica, college gratuito, salario minimo raddoppiato. I democratici, in questa fase, dovrebbero riunire e compattare la base per far convergere il massimo dei consensi sul candidato vincente, invece no e la tempesta politica sembra in arrivo. Le distanze con l'establishment del partito intanto si assottigliano sempre di più. I cinque milioni che l'ex Presidente ha ricevuto lo scorso anno per discorsi tenuti nelle aziende, non sono andati giù a molti americani che lo considerano una figura ormai compromessa e fuori luogo.

Le primarie per la corsa alla Casa Bianca, riservano ancora qualche sorpresa.

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