La Russia propone agli Usa raid congiunti in Siria

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Shoigu ha quindi aggiunto di aver proposto, agli americani e alla coalizione che guidano, l'avvio delle missioni congiunte già da mercoledì della prossima settimana. Inoltre, secondo quanto dichiarato dal ministro della difesa russo, i bombardamenti avrebbero come obiettivo "i gruppi di Jabhat Al Nusra, le formazioni armate illegali che non sostengono la tregua, le carovane con armi e munizioni ed anche le unità armate che attraversano illegalmente il confine turco-siriano". Al Nusra, giocando su queste relazioni di forza, ha fatto in modo che anche milizie ribelli nazionaliste e meno ideologizzate ne sfruttassero l'alleanza per ottenere migliori risultati militari.

Un'ipotesi, che così formulata, non può che lasciare perplessi gli Stati Uniti. La proposta del ministro della Difesa di Mosca Shoigu non ha trovato ascolto alla Difesa Usa. Circostanza da sommare alle relazione da mesi ai ferri corti tra turchi e russi, che stanno usando il campo di battaglia siriano per risolvere la crisi seguita all'abbattimento del Su24 russo da parte di un F16 di Ankara. "Non abbiamo ricevuto la proposta e ho letto le stesse notizie che avete voi", dice il portavoce del Pentagono, il capitano Jeff Davis, aggiungendo che "al momento non collaboriamo nè ci coordiniamo con i russi in alcuna operazione in Siria". Ma chiudere la porta al dialogo con Mosca, ha osservato Paolo Gentiloni, "non sarebbe la strada più intelligente" perchè se è vero che si deve essere "fermi" sulla questione ucraina, è anche "evidente" che "abbiamo bisogno di dialogo e anche collaborazione con la Russia in molti altri dossier" come Siria e Libia.

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