Nuovo allarme olio di palma, ritirati 120 prodotti

Olio di palma diatriba alimentare senza fine

Da tempo ormai si sente parlare dell'olio di palma e di come questo venga utilizzato ampiamente nell'industria alimentare, e spesso senza tracciarne accuratamente la presenza, con il conseguente effetto di essere esposti al rischio di malattie cardiovascolari e legate all'aumento del colesterolo, senza nemmeno esserne pienamente coscienti. "Per questi prodotti Coop accelererà il processo di sostituzione dell'olio di palma, privilegiando l'impiego di olio extravergine di oliva o olii monosemi e ricorrendo a ricette e formulazioni nutrizionalmente più equilibrate", si legge in un documento reso pubblico dal marchio.

Olio di palma o meno, gli scaffali si sono riempiti di cibi "sostenibili". Così Coop, coerentemente con il "principio di precauzione" da sempre applicato, ha deciso di sospendere la produzione dei prodotti a proprio marchio che appunto contengono olio di palma. "Con il consumo attuale le quantità di questi composti potrebbero superare le soglie indicate da Efsa per la sicurezza alimentare - dice Spisni - a rischio sono soprattutto i bambini per via del loro ridotto peso". Ora lo studio dell'Efsa sembra aver confermato i timori dei consumatori già emersi in passato. "L'odierna decisione di eliminare l'olio di palma rientra in queste scelte di fondo". Immaginiamo che, se le aziende italiane che aderiscono all'Aidepi decideranno davvero di iniziare a ridurre la presenza di olio di palma nei propri prodotti, per un certo periodo troveremo comunque ancora in vendita alcune referenze che conterranno l'ingrediente 'incriminato', dato che prima di proporre dei nuovi prodotti sarà necessario esaurire le scorte. A questo punto c'è a chiedersi se la scelta di Coop verrà imitata da altri? Ed è qui si apre un ulteriore spunto di riflessione da non sottovalutare.

Come già accennato devono essere fatte a monte una serie di verifiche, su quali oli siano coinvolti in questa tematica, sui procedimenti di raffinazione, delle indicazioni dell'Efsa e sulla base dei riferimenti normativi che la Commissione vorrà eventualmente fissare. È la stessa Nielsen a fotografare il boom: in 12 mesi i prodotti bio hanno fatto un balzo del 20%.

Il Fatto Alimentare, sito specializzato che ha lanciato la battaglia contro l'olio di palma, canta vittoria e ricorda che anche Esselunga "ha sostituito il palma nell'80% di biscotti, grissini, fette biscottate e altre referenze a suo marchio"; Carrefour "può contare su 50 prodotti palm free" (biscotti integrali, taralli, grissini, pane morbido, bruschette, strudel, focacce e cracker) mentre Pam Panorama "ha 60 prodotti senza l'olio tropicale".

A questo proposito è utile anche sapere che dallo scorso mese di ottobre, è nata l'Unione italiana per l'olio di palma sostenibile con l'obiettivo di informare i consumatori circa l'uso di questo olio, per promuoverne la produzione sostenibile e il consumo consapevole e corretto.

Continuiamo a farci sentire, perché quando la buona informazione e i consumatori consapevoli si uniscono si possono ottenere grandi risultati!

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