Mercato immobiliare, parlano Abi e Agenzia delle Entrate

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Il Rapporto indica quattro fattori per spiegare l'inversione di tendenza del mercato immobiliare dopo diversi anni di forte crisi. Si tratta di un'accelerazione rispetto al 2014 che si era chiuso con un aumento delle compravendite del 3,5%. Su base territoriale è il Nord dove c'è stata la crescita più sostenuta delle compravendite di pertinenze, mentre resta debole la tendenza nelle Regioni del Sud e nelle Isole.

A sostenere la ripresa è anche l'indice di affordability (la possibilità, calcolata dall'Abi, delle famiglie di comprare casa indebitandosi) che, nel secondo semestre dell'anno, stabilisce il nuovo massimo storico: a marzo sarebbe ulteriormente migliorato raggiungendo il valore dell'11,9%. Il primo è che l'acquisto di un bene come la casa non può essere rinviato all'infinito, per quanto possano essere poco propizie le condizioni; in secondo luogo si osserva da qualche tempo un miglioramento, per quanto "non esaltante", della congiuntura economica del Paese; poi, va considerato che la politica monetaria assai accomodante ha contribuito a ridurre i costi per l'accesso ai finanziamenti da parte delle banche, fatto evidenziato dall'aumento del 19,5% degli acquisti effettuati con mutuo ipotecario ("limitando l'osservazione a quegli acquisti effettuati con ipoteca iscritta sull'abitazione acquistata"). A livello geografico i maggiori incrementi si registrano in Veneto (+12,1%), seguono Toscana e Friuli Venezia Giulia (+10,8%). Il numero delle compravendite di immobili, in Italia, con la sola esclusione dei comuni delle province di Trento e Bolzano, infatti, è stato nel 2015 pari a 448.893, facendo registrare un incremento del 6,5% rispetto al 2014. I mutui erogati crescono del 19,4% a quota 23 miliardi. Tale indice è passato da una media di 108,7 nel 2014, ad una 120,7 nel 2015.

Per gli affitti, "nel 2015 la superficie media dell'abitazione locata e' stata pari a circa 92 mq e il canone annuo medio pari a 60,6 euro al metro quadro, in calo del 2,3% rispetto al 2014". Le abitazioni oggetto di nuovo contratto di locazione sono state il 6% dello stock potenzialmente disponibile, a cui corrispondono 4,6 miliardi di canone annuo complessivo. Il 60% del mercato riguarda il segmento dei contratti ordinari di lungo periodo, il 18% i contratti ordinari transitori, il 20% quelli a canone concordato e solo il 2% quelli per studenti. Ma quasi tutte le regioni hanno registrato una crescita, con l'eccezione del Molise e della Valle d'Aosta.

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