Italia: l'avanzata delle rinnovabili. In 10 anni triplicato il contributo dell'energia pulita

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Negli ultimi 10 anni in Italia la crescita delle fonti rinnovabili ha portato il contributo rispetto ai consumi elettrici dal 15 al 35,5%, grazie a un modello di produzione distribuito nel territorio con oltre 850mila impianti diffusi da Nord a Sud, dalle aree interne alle grandi città. In 2.660 Comuni - si legge nel rapporto - l'energia elettrica pulita prodotta supera quella consumata.

Si è tenuta questa mattina a Roma la presentazione dell'undicesima edizione del Rapporto Comuni Rinnovabile 2016, la mappatura dell'innovazione tecnologica e delle reti a partire dai Comuni italiani. Nel complesso, nel 2015 attraverso le rinnovabili si è garantito il 35,5% dei consumi elettrici e il 17% di quelli complessivi.

Nel 2015 i 305 Mw installati nel nostro Paese, sono meno di un quinto delle installazioni realizzate in Germania e un decimo di quelle inglesi. Negli ultimi mesi le rinnovabili hanno raggiunto prezzi record dimostrando un livello di competitività sempre più elevato rispetto alle tecnologie convenzionali. Sono 8.047 ad oggi i Comuni dotati di almeno un impianto solare. Per il solare fotovoltaico in testa è il piccolo Comune di San Bellino (RO) con 71,3 MW, che superano ampiamente i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti, mentre in Italia sono complessivamente 1.420 i Comuni dove grazie a questa tecnologia la produzione di energia elettrica supera il fabbisogno delle famiglie residenti.

Per quanto riguarda il solare termico nell'edilizia privata, il contributo complessivo dei pannelli per la produzione di acqua calda sanitaria risulta essere piuttosto esiguo rispetto ai consumi delle famiglie residenti: una media di 0,06 mq per abitante, mentre in altri paesi, come per esempio l'Austria, la media è di 0,5mq per abitante.

In dieci anni il numero di Comuni in cui è installato almeno un impianto da fonti rinnovabili è cresciuto da 356 a 8047, in tutti i Comuni italiani è installato almeno un impianto fotovoltaico. Sono 850 attualmente i Comuni interessati da questo tipo di installazioni.

I Comuni del mini idroelettrico sono 1.275, i Comuni della geotermia sono 535, i Comuni delle bioenergie sono 3.137.

"È il momento di aprire una nuova fase di sviluppo delle fonti rinnovabili", ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, "Al neo Ministro Calenda proponiamo di liberare l'autoproduzione, la produzione e la distribuzione locale da fonti rinnovabili, di fissare regole semplici e trasparenti per i progetti, di incentivare l'innovazione per aumentare gli impianti, di investire nelle reti". Gli impianti a biomasse hanno consentito nel 2015 di produrre circa 20 TWh di energia.

I vantaggi dell'Italia 'rinnovabile'? Ciò ha comportato il calo delle importazioni di gas, petrolio e carbone dall'estero: non solo minore dipendenza dai mercati esteri, ma anche meno emissioni climalteranti ed un calo del costo dell'energia. Uno studio realizzato da Assorinnovabili sottolinea come grazie all'effetto di eolico e fotovoltaico sulla Borsa elettrica e, dunque, sulla formazione del Pun, in 3 anni si è potuto risparmiare 7,3 miliardi di euro. Il tutto condito - in anni di recessione - da nuova occupazione: sono 82mila, secondo Eurobserver, gli i posti di lavoro creati nelle fonti rinnovabili in questi anni.

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