Ecco il piano del Governo per chi vuole andare prima in pensione

Ecco il piano del Governo per chi vuole andare prima in pensione

I parlamentari nella risoluzione di approvazione del Def hanno chiesto al governo di studiare un intervento sulle pensioni, sostenibile per i conti pubblici, ma anche per chi dovesse decidere di ritirarsi in anticipo dal lavoro, attraverso un meccanismo di penalizzazioni che non sia troppo oneroso.

La "supercazzola" del governo sulle pensioni http://www.huffingtonpost.it/claudio-visani-/la-supercazzola-del-governo-sulle-pensioni_b_9757394.html?utm_hp_ref=italia-economia avrà un titolo inglese, "position paper": non si capisce cosa voglia dire ma fa più effetto. Infine, i lavoratori spinti dalle aziende ad andare in prepensionamento: qui dovrebbero essere i datori di lavoro "a coprire i costi dell'anticipo". La prima è quelle delle persone che hanno una preferenza ad andare in pensione prima, ad esempio la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini. Sono circa 3 mila seicento i giovani che in Italia percepiscono una pensione di invalidità (lo 0,3% sul totale dei pensionati). Si sa che il piano dovrebbe costare "meno di un miliardo" allo Stato, quindi saremmo ben lontani dalla spesa di 5-7 miliardi finora stimata per consentire l'uscita dal lavoro con 3-4 anni di anticipo rispetto ai 66 anni e 7 mesi fissati dalla riforma Fornero. Ebbene, si potrebbe provare a creare un mercato di anticipi pensionistici, che oggi non c'è, coinvolgendo governo, Inps, banche, assicurazioni.

Intanto il sottosegretario Nannicini, parlando coi cronisti de Il Messaggero, ha confermato che non c'è spazio per ipotesi generalizzate di flessibilità in uscita, mentre si sta ragionando sull'ipotesi del "prestito previdenziale" assistito da banche e assicurazioni, che si articolerebbe con modalità diverse su platee selezionate di lavoratori. Entro il 2018 il Governo interverrà per sostenere le pensioni minime, ovvero il bonus di 80 euro. Altra categoria riguarda i lavoratori che potrebbero essere mandati in pensione dall'azienda al fine di ristrutturare l'organico interno. In questo schema, la prima categoria può andare in pensione ma con una penalizzazione leggermente più forte. La limatura, un tot percentuale fisso per ogni anno di anticipo sul requisito normale, si dovrebbe applicare solo sulla parte retributiva del montante, visto che la quota contributiva prevede in sè una penalizzazione in caso di ritiro prima della maturazione piena del diritto alla pensione. "È ancora presto però per indicare la formulazione tecnica". Durante la manifestazione, il comitato Opzione donna ha avuto un incontro con alcuni esponenti del Ministero del Lavoro, per sottolineare la necessità di monitorare il contatore e destinare i risparmi per prorogare l'opzione anche nel corso dei prossimi anni e in modo che il regime sperimentale possa divenire strutturale.

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