Regeni? Un complotto. Che andasse al diavolo

Caso Regeni dichiarazioni shock di una giornalista egiziana

Anche i media egiziani non sopportano l'attenzione della comunità internazionale sul caso di Giulio Regeni. Le frasi che hanno davvero scioccato tutti, pronunciate da una giornalista egiziana contro Giulio Regeni, sono state le seguenti, ovvero:"Non è il primo caso di omicidio al mondo" e poi "Che andasse al diavolo". La giornalista egiziana ha aperto il tg con la notizia dell'apertura di un'inchiesta contro l'agenzia di stampa Reuters in quanto avrebbe diffuso notizie infondate relativamente al caso Regeni.

Fine settimana di polemiche intorno al caso dell'uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni in Egitto. Un giornale locale egiziano ha sostenuto che Georgy sia scappato in Svizzera dall'Egitto per timore di conseguenze legali legati all'articolo, ma la notizia non è stata confermata. "Una democrazia non fa compromessi". Non si può infangare la memoria di chi è stato ucciso barbaramente, di chi è stato torturato.

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Uno sfogo choc in diretta sulla rete saudita Al Arabiya. Andate al diavolo. Questo è un complotto. "Anche noi abbiamo un giovane egiziano sparito in Italia", ha detto la Yassen. Il canale televisivo privato "Al Hadath al Youm" e' stato lanciato il 5 febbraio 2016, due giorni dopo il ritrovamento del corpo del ricercatore italiano sopra un cavalcavia lungo una strada alla periferia del Cairo. Giovedì, citando sei fonti di polizia e di intelligence, la Reuters aveva rivelato che Regeni era stato arrestato dalla polizia egiziana la sera della sua scomparsa, il 25 gennaio, e poi trasferito in un compound gestito dai servizi di sicurezza interni. Tutto ciò indica una sola cosa: siamo davanti a un complotto!

In Italia secondo la giornalista "le bande mafiose fanno di tutto". Rania, definisce "provocatarie" le eccessive previsioni e teorie sull'omicidio, al punto che, se "all'inizio francamente sentivo pietà nei suoi riguardi, adesso basta, che andasse al diavolo!".

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