Quando Rania Yassen infanga la memoria di Giulio Regeni

E' di ieri la notizia, riportata dal Guardian, che le autorità egiziane hanno aperto un'indagine a carico del capo dell'ufficio di corrispondenza dell'agenzia Reuters, Michael Georgy, a seguito delle rivelazioni di giovedì sul caso Regeni. Nel corso di una trasmissione in diretta mandata in onda dalla rete saudita Al Arabiya, la presentatrice Rania Yassen legge la notizia di una nuova notizia riguardante il caso del ricercatore italiano ucciso in Egitto, e quindi perde la pazienza e si lancia in un'invettiva avvelenata. La giornalista Basma Mostafa, che aveva trattato del caso Regeni intervistando la famiglia che aveva trovato i documenti intestati al ricercatore italiano, è stata arrestata nei pressi di piazza Tahrir, al Cairo, insieme ad altri sei colleghi. Le frasi che hanno davvero scioccato tutti, pronunciate da una giornalista egiziana contro Giulio Regeni, sono state le seguenti, ovvero:"Non è il primo caso di omicidio al mondo" e poi "Che andasse al diavolo". L'accusa è di aver diramato notizie false a proposito del caso di Giulio Regeni. A supporto di questa notizia la Reuters sostiene di aver raccolto le testimonianze di 3 agenti di polizia ed altri 3 della sicurezza nazionale, rifiutandosi per ovvie ragioni di rivelare le fonti. Tutto ciò indica una sola cosa: siamo davanti a un complotto! "Anche noiab- biamo un egiziano morto in Italia e non stiamo facendo tutto questo clamore". "Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo". Non finisce qui. La Yassen ha detto che in Italia "le bande mafiose fanno di tutto" e che inizialmente provava un po' di pietà per il ricercatore italiano "ma adesso basta, che andasse al diavolo!".

Il canale si chiama "Al Hadath al Youm" (l'evento di oggi). Tutte le congetture sull'omicidio Regeni, per la conduttrice egiziana, sono "provocazioni".

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