900 soldati italiani in Libia a breve

Niente, infine, giustifica il muro al Brennero e dunque "se ci fosse, sarebbe l'Ue a prendere le decisioni conseguenti".

Nell'intervista al quotidiano torinese, la ministro Pinotti ha dichiarato anche che l'Italia è pronta pure a fornire sicurezza, insieme ad altri Paesi, alla missione dell'Onu in Libia, Unsmil, diretta dal diplomatico tedesco Martin Kobler, il cui advisor militare, il generale italiano Paolo Serra, supervisiona la protezione del premier libico Serraj. E quando saranno "formalizzate, non solo annunciate, l'Italia sarà un partner sensibile, pronto a dare una mano dentro un progetto complessivo", ha assicurato il premier italiano, specificando comunque che i pozzi petroliferi per i quali è stato chiesto aiuto non sono quelli dell'Eni. Ed ha anche auspicato una possibili intesa sui migranti "Con l'accordo con la Libia si ridurrà il traffico di migranti". Secondo il tabloid britannico le forze speciali inglesi "si preparano" a lanciare entro alcune settimane un attacco contro l'isis in libia e si uniranno a quelle francesi e americane.

La produzione dall'era Gheddafi è calata del 78%, 314mila barili giornalieri.

"Il consiglio presidenziale - si legge in una nota di Tripoli - invita le Nazioni Unite e la comunità internazionale ad aiutare la Libia a conservare le sue risorse petrolifere".

"Già con il Libro bianco avevamo individuato il Mediterraneo come il tema centrale per la sicurezza europea - ha detto Pinotti - e al vertice in Galles avevamo insistito perché il fianco Sud diventasse una priorità come quello Est". Da gennaio in poi gli attacchi ai porti e aree petrolifere libiche hanno subito un incremento.

Una smentita alla notizia arriva anche dallo Stato Maggiore della Difesa, che in un comunicato spiega che "la notizia è priva di qualsiasi fondamento". "Ma dai porti di Sirte o di Bengasi sarà più facile contrabbandarlo".

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