Processo Aemilia, le prime sentenze: assolto Giuseppe Pagliani

E’ la fine di un incubo

Dopo l'assoluzione per Giuseppe Pagliani, a Reggio Forza Italia si toglie dei macigni dalle scarpe e passa al contrattacco.

Il boss Nicolino Grande Aracri, a cui non era stata imputata l'associazione mafiosa, è stato condannato a 6 anni e 8 mesi; 12 anni e 6 mesi, invece, per il collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio, a fronte di una richiesta di 20 anni. "Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini, ringrazio il tribunale del riesame e il gup che ha esaminato i fatti e ha individuato l'assenza totale di presupposti di colpevolezza". Il gup Francesca Zavaglia ha condannato Marco Gibertini a 9 anni e 4 mesi e l'agente ed autista dell'ex questore reggiano, Domenico Mesiano, a 8 anni e 6 mesi.

Secondo i due amministratori Pd, "una parte delle sentenze del processo è stata emessa a poco più di un anno dall'esecuzione delle ordinanze cautelari e ciò porta con sè due dati di fatto importanti: il primo è che in breve tempo la magistratura ha messo un importante punto fermo su questa grave vicenda, giudicando posizioni e responsabilità personali e cristallizzando la verità emersa dagli atti di indagine e dei riti alternativi". Rigettati i patteggiamenti per Francesco Falbo e Salvatore Ruggiero mentre sono assolti Michele Colacino (chiesti 12 anni) e Floro Vito Selvino (chiesti 12 anni). Giulio Gerrini è stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Per il parmigiano Giovanni Paolo Bernini non luogo a procedere per prescrizione.

Pena quasi dimezzata, invece, rispetto alle richieste per il boss Nicolino Grande Aracri, che in questo processo non era imputato di associazione mafiosa: per lui sei anni e otto mesi invece dei 12 chiesti dall'accusa.

Assolto l'avvocato Alessandro Palermo. Condanna per 10 anni per Giuseppe Richichi e a 15 anni per Nicolino Sarcone. Nove anni e otto mesi per Roberto Turrà. Condannato il poliziotto Antonio Cianflone a 8 anni e sei mesi.

I pm. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha commentato che "l'impianto accusatorio ha più che tenuto" e ha abbracciato i colleghi Ronchi e Mescolini al termine della lettura della sentenza. Chiedendo per prima cosa al Pd le dimissioni del consigliere Pierluigi Saccardi "che ha condotto per oltre un anno una vergognosa campagna delegittimatoria contro l'avvocato Pagliani, benche' questi fosse palesemente vittima di una aggressione giudiziaria e mediatica senza precedenti nella nostra provincia".

"L'ho sempre detto che io non c'entravo niente - aggiunge Pagliani, che ha atteso la sentenza nel suo studio di Arceto - è stato un cinema, ".

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