Modena, prime condanne al processo Aemilia

Modena, prime condanne al processo Aemilia

Ad amplificare l'attenzione per le sentenze di Bologna, anche l'intreccio di storie e imputati con l'inchiesta Pesci, in vista del giudizio di giovedì a Brescia per l'abbreviato: coinvolti in entrambi in processi Nicolino Grande Aracri, Lamanna, Gualtieri e Alfonso Martino.

Bologna. Nel Tribunale di Bologna, in cui si è spostato il processo per i riti abbreviati dopo la scadenza dello svolgimento nel Padiglione 19 della Fiera, il Gup Francesca Zavaglia ha letto la sentenza dei 71 imputati in abbreviato.

Condanne pesanti anche per il poliziotto, ed ex autista del questore di Reggio Emilia, Domenico Mesiano, e per l'altro poliziotto Antonio Cianflone, a cui il Gup ha dato otto anni e sei mesi, per la commercialista bolognese Roberta Tattini (per lei otto anni e otto mesi), e per il giornalista Marco Gibertini, per il quale la condanna è a nove anni e quattro mesi. Provvisionali da 150mila euro ciascuno andranno invece alla Provincia di Reggio Emilia e ad alcuni Comuni del Reggiano.

Gli altri verdetti: una delle tante condanne riguarda il "boss" Nicolino Grande Aracri (6 anni e 8 mesi). La condanna più alta, 15 anni, è stata quella inflitta a Nicolino Sarcone, considerato uno dei capi della cosca che secondo i pm ha come punto di riferimento la 'ndrina Grande Aracri di Cutro, in Calabria.

Tirando una riga, sono state 58 le condanne, per un totale di 305 anni, e 12 le assoluzioni. La posizione dell'ex presidente del Consiglio comunale di Parma Giovanni Paolo Bernini è andata in prescrizione, mentre Antonio Muto è stato condannato a 1 anno e 8 mesi e Antonio Silipo a 14 anni. Chiedendo per prima cosa al Pd le dimissioni del consigliere Pierluigi Saccardi "che ha condotto per oltre un anno una vergognosa campagna delegittimatoria contro l'avvocato Pagliani, benche' questi fosse palesemente vittima di una aggressione giudiziaria e mediatica senza precedenti nella nostra provincia". "Ringrazio le tantissime persone che mi sono state vicine in questi mesi e che non hanno mai smesso di sostenermi in questa durissima battaglia".

I pm. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha commentato che "l'impianto accusatorio ha più che tenuto" e ha abbracciato i colleghi Ronchi e Mescolini al termine della lettura della sentenza. Soddisfatto il coordinatore regionale di Forza Italia, Massimo Palmizio, che ha dichiarato: "C'è un giudice a Berlino, in questo caso c'è un giudice a Bologna. Dalle amministrazioni pubbliche e dalla politica, i cittadini si aspettano una distanza netta nei comportamenti e nelle condotte da contesti malavitosi".

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