Errori in ospedale, arrestati quattro medici Reggio Calabria

Mario Oliverio

Falso ideologico e materiale, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri nonché interruzione della gravidanza senza consenso della donna.

Quattro medici sono statiarrestati e posti ai domiciliari e altri 6 e un'ostetrica sonostati sospesi dalla professione in un'inchiesta della Procura diReggio Calabria. Gli altri due medici arrestati sono Daniela Manuzio e Filippo Luigi Saccà.

Il Consiglio dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, riunitosi in seduta straordinaria, è sconcertato per la violenza dell'attacco mediatico cui è stata sottoposta la categoria medica reggina. L'inchiesta è stata avviata in seguito ad una serie di denunce per il decesso di due neonati, per casi di lesioni procurate a bimbi e per maltrattamenti alle partorienti nel presidio ospedaliero "Bianchi-Melacrino-Morelli", gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, principale azienda sanitaria di Reggio Calabria.

Secondo le informazioni diffuse dalla guardia di finanza, che ha condotto l'inchiesta, in quei reparti esisteva un sistema che si attivava nel caso di errori commessi su gestanti e pazienti per evitare indagini ed eventuali condanne. Si parla infatti di errori dai risvolti incredibilmente tragici da parte dei medici, che hanno portato ad aborti effettuati senza il consenso dei pazienti, a bambini morti o resi invalidi a vita a causa di manovre sbagliate o inappropriate in barba a qualsiasi protocollo standard, addirittura di pazienti maltrattate negli ospedali anche se in stato di gravidanza.

Sono state le intercettazioni a disseppellire l'impensabile; secondo gli investigatori, il contenuto delle intercettazioni è stato decisivo per fa emergere la discrasia esistente tra quanto scritto in cartella e quanto il personale coinvolto ha realmente visto e compiuto durante la fase di degenza, di parto e di intervento chirurgico a scapito delle pazienti.

Mentre le istituzioni unite si scagliano contro l'abominio consumatosi nella struttura, sarebbe opportuno domandarsi come fatti analoghi possano accadere nel nostro Paese e come un vero e proprio atto di infamia possa spingere in direzione della sepoltura di errori che, di per sé, potrebbero anche risultare comprensibili, se non altro in virtù di quella fragile natura umana che ci contraddistingue tutti, medici compresi.

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