A Chieti conferita pergamena cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo

Stato-Mafia a Pescara il titolare dell’inchiesta Nino Di Matteo

"L'iniziativa del M5S porta nella sala D'Annunzio di Pescara centinaia di studenti Si e' tenuta questa mattina presso la Sala D'Annunzio dell'Aurum di Pescara la cerimonia per la consegna della cittadinanza onoraria nei comuni di Pescara, Chieti, Spoltore, Citta' Sant'Angelo, Montesilvano, Pineto, Miglianico, Bucchianico, al Magistrato impegnato nella lotta alla mafia Nino Di Matteo".

"Il delitto di Peppino Impastato va ricordato perché è la vicenda madre della trattativa Stato-Mafia".

"Borsellino aveva un'agenda rossa e ora non c'è più". Sappiamo chi ha ucciso Dalla Chiesa, ma non sappiamo chi ha prelevato appunti e diari dalla sua cassaforte.

"Non è importante sapere se ho paura, conta fare piena luce sulle stragi del 1992 e 1993, trovando la forza e il coraggio di indagare non soltanto sugli esecutori materiali, ma anche su chi ha voluto e ispirato gli accordi con la mafia, e su chi ha gradito l'eliminazione di certi bersagli".

"Qualcuno ha detto che la magistratura è una schifezza". Conosciamo il nome di chi ha schiacciato il bottone del tritolo per Falcone ma non come sia stato possibile trovare il suo computer al ministero vuoto e manomesso. E' nel dna della mafia la ricerca del rapporto con la politica.

Via Skype è poi intervenuto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato assassinato dalla mafia, e leader del movimento 'Agende rosse' che è parte integrante anche del movimento 'Scorta civica' che da anni sostiene Nino di Matteo. "Finché lo Stato non si decide a recidere questi legami, non vinceremo mai la guerra anche se abbiamo vinto tante battaglie". "Continua - ha sostenuto Di Matteo - ad esistere una ingiustificata divaricazione tra l'efficacia e giusta caratterizzazione di severita' rispetto alla repressione dell'ala militare delle organizzazioni e la sostanziale inadeguatezza degli strumenti legislativi a nostra disposizione per colpire i rapporti esterni delle organizzazioni mafiose con il potere".

Gli applausi non devono però bastare, se adesso si è deciso di rimandare la cittadinanza onoraria.

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