Renzi incontra Immelt, 600 mln di investimenti da GE

Politica		
		General Electric investe 600 milioni in Italia		
			
	Share

La storia di questo investimento, tuttavia, parte da lontano ed è frutto di un lavoro condotto da Rossi, come si evince anche da una lettera che l'ambasciatore statunitense John R. Phillips inviò al governatore a maggio dell'anno scorso per sottolineare come "le riforme hanno agevolato gli investimenti esteri in Toscana, rendendo così la Regione più invitante per i potenziali investitori" e "la comunità Toscana più innovativa, aperta a capitali stranieri e business-friendly". E parte di questi fondi arriveranno anche in Puglia grazie all'intesa siglata a Firenze (denominata "Progetto Galileo") da Ge Oil & Gas alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, del presidente e ad di General Electric, Jeff Immelt, del presidente e ad di Ge Italia, Sandro De Poli, del presidente e ad di Ge Oil & Gas, Lorenzo Simonelli, e del presidente di Nuovo Pignone, Massimo Messeri. Sono i numeri di Progetto Galileo della General Electric, un centro di eccellenza mondiale per lo sviluppo di turbine e compressori nel settore oil & gas da creare in Toscana. "GE opera in Italia da circa 100 anni - ha detto Jeff Immelt - e la tappa di oggi conferma il nostro forte impegno ad investire e far crescere il nostro business in questo paese. È davvero un bel giorno per la nostra regione e per il nostro Paese e sono certo che sarà un bel giorno anche per General Electric".

Sace supporterà le "esportazioni di Ge Oil&Gas per un ammontare che si stima possa raggiungere i 6 miliardi di dollari per il triennio 2016-2018 per progetti in vari continenti, in particolare America Latina, Nord Africa, Africa Sub Sahariana, Medio Oriente e Asia", secondo quanto si legge in una nota.

La General Electric si radicherà, come spiegato da Rossi, a Firenze, Massa, Carrara e, poi, nel rinnovato porto di Piombino. Tra gli obiettivi, aumentare del 50% gli attuali volumi produttivi in Italia, incrementare il fatturato di 1,7 miliardi di dollari in 5 anni e, come è stato sottolineato nella conferenza stampa che ha annunciato la firma dell'accordo, formare una nuova generazione di ingegneri specializzati nella progettazione di tecnologie d'avanguardia. I sindacati hanno salutato favorevolmente l'accordo, ma hanno chiesto una revisione del piano per 236 esuberi previsto per il polo Milanese di Sesto San Giovanni.

"Siamo alle battute iniziali - ha invece dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi - quindi io confido, e l'azienda l'ha già dimostrato, di avere un dialogo per trovare delle soluzioni che naturalmente mantengano comunque la presenza su quei territori, e soprattutto che diano una risposta da un punto di vista occupazionale".

Correlati:

Commenti