Coppia acido: Boettcher, sono benevole, timido e introverso

Immagine dal video de Il Fatto Quotidiano

Alcuni video dal contenuto sadico arrivano nell'aula del processo a carico di Alexander Boettcher, il broker tedesco già condannato a quattordici anni insieme all'amante Martina Levato per aver sfregiato lo studente Pietro Barbini e ora imputato per altre due aggressioni con l'acido compiute a Milano nel novembre 2014. In particolare, il padre di Barbini ha raccontato nelle scorse udienze che quel giorno Alexander incitava la sua amante Martina Levato a lanciare l'acido contro il figlio e che poi sempre lo stesso Boettcher avrebbe rincorso Pietro con un martello in mano. "Io penso e spero - ha detto ancora il broker - che non ci sia stato alcun rapporto e relazione tra loro due e quando l'ho chiesto a lei durante un colloquio in carcere, Martina si è messa a piangere e mi ha detto di no". A detta di Boettcher il padre di Barbini ha raccontato quelle cose "perché vuole farmi più male possibile".

L'esame di Boettcher è iniziato con la proiezione di cinque video sadici.

Circostanza, questa, che Boettcher nega fermamente: "ero in macchina -spiega- e solo quando ho sentito gridare sono corso fuori per vedere cosa stesse succedendo".

Poco dopo, però, in aula è stato proiettato un secondo filmato: un video in cui si vede Alex che, con un bisturi, incidente l'iniziale del suo nome sull'interno coscia della compagna. In uno dei filmati, prodotto dall'avvocato Tosoni, legale di Giuliano Carparelli, si vede Martina Levato che beve da una bottiglia di plastica contenente quella che lo stesso Alexander definisce "una bella pisciata". Interrogato sulle ragioni dell'atto, il broker ha smentito il fatto che fosse un addestramento per un gruppo paramilitare perché l'unico scopo era quello di mangiarla. Boettcher, invece, ha sostenuto di non aver mai incitato la ragazza e che quel martello non era il suo e che lo ha visto per terra.

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